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Chiaro Quotidiano
Home Economia e lavoro

Cima, stop al trasferimento di impianti. Fim: «Ingerenza della politica inopportuna e controproducente»

28 Agosto 2026
in Economia e lavoro
San Salvo
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I lavoratori della Cima di San Salvo hanno ottenuto la rassicurazione del blocco del trasferimento di impianti. A confermarlo sono le rsu della Fim Cisl che hanno ricevuto le risposte dall’azienda dopo lo sciopero di due giorni fa [LEGGI]. In attesa della convocazione ufficiale dell’incontro in Regione, non saranno trasferiti altri macchinari.

Lo stop ai trasferimenti di macchinari verso la sede principale in Brianza è un piccolo spiraglio, ma la situazione continua a destare preoccupazione nei 42 lavoratori impiegati nella fabbrica.

Le rsu della della Fim Cisl, in una nota, sottolineano la delicatezza del momento e invitano all’unità: «Lavoratrici e lavoratori della Cima, è il momento del confronto, non delle divisioni. Quello che sta accadendo presso lo stabilimento Cima ha, a nostro avviso, dell’anormale. Le problematiche aziendali, ormai acclarate da tempo e già denunciate attraverso precedenti comunicati sindacali, sono state e continuano a essere vissute in prima persona dai lavoratori, che stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze di una situazione che rischia di diventare sempre più difficile e drammatica».

«È proprio per questo che non possiamo condividere la piega che stanno prendendo gli avvenimenti – continua la nota – Riteniamo inoltre inopportuna e controproducente l’ingerenza della politica nelle vicende sindacali e aziendali. La storia delle vertenze ci insegna che la politica, quando è entrata a gamba tesa nelle questioni che riguardano direttamente lavoratori e organizzazioni sindacali, non ha mai rappresentato la soluzione ai problemi».

«Ancora più preoccupanti sono alcuni intrecci e comportamenti che, per quanto ci riguarda, devono essere chiariti. Non possiamo accettare che eventuali interessi o richieste personali di singoli possano essere confusi con gli interessi collettivi. Il sindacato deve avere un solo obiettivo: tutelare i lavoratori e il futuro dello stabilimento, senza ambiguità, senza interessi personali e senza logiche che rischiano di dividere il fronte dei lavoratori». 

«Lo sciopero di 8 ore proclamato dalle organizzazioni sindacali presenti in stabilimento ha registrato un’adesione del 100%. Un risultato che rappresenta un segnale inequivocabile della forte preoccupazione e del malessere presenti tra i lavoratori. Ieri, lo stabilimento è ripartito, ma questo non significa che i problemi siano risolti. Proprio per questo riteniamo che prima di assumere qualsiasi ulteriore decisione unilaterale o proclamare nuove iniziative sia necessario un confronto serio e responsabile».

«Le divisioni non aiutano i lavoratori. Le iniziative individuali nemmeno – conclude il sindacato – Servono unità, trasparenza e responsabilità. Per queste ragioni, come rsu e segreteria Fim Cisl Abruzzo Molise, chiederemo un incontro all’azienda, per chiarire le dinamiche produttive dello stabilimento. Il momento è delicato e le responsabilità sono grandi. Mettiamo al centro i lavoratori, il loro futuro e quello dello stabilimento».

Redazione Chiaro Quotidiano

Redazione Chiaro Quotidiano

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