«Più di 40 attività chiedono sicurezza, il Comune ci ascolti». L’Aps I Trabocchi torna sulla serrata simbolica promossa nei giorni scorsi a Fossacesia Marina e rivendica la partecipazione della «stragrande maggioranza» degli operatori della zona. Un’iniziativa nata anche sulla scia del grave episodio avvenuto sul lungomare, dove un 50enne, Diomede Barchiesi, dipendente Stellantis, è stato colpito mentre cercava di sedare una lite tra giovani nella quale erano coinvolti anche i suoi due figli. A colpirlo è stato un 18enne. Il pugno alla mandibola ha fatto cadere Barchiesi a terra, provocandogli un violento trauma alla testa. L’uomo ha riportato la frattura della mandibola, ha subito due interventi chirurgici ed è tuttora ricoverato all’ospedale di Pescara, in coma farmacologico.

La serrata, sottolinea l’Aps, è stata «volontaria, temporanea e simbolica» e «non era contro le forze dell’ordine, né contro le istituzioni». Il messaggio, spiegano gli operatori, è quello di chiedere «maggiore attenzione, ascolto e un confronto concreto sulla sicurezza».
L’associazione risponde. inoltre, alla presa di posizione dell’amministrazione comunale: «Non chiediamo al sindaco di sostituirsi a Prefettura o forze dell’ordine. Chiediamo però che eserciti pienamente il proprio ruolo istituzionale, facendosi promotore di un tavolo con gli organismi competenti e con gli operatori». L’Aps I Trabocchi rivendica il proprio ruolo sul territorio, ricordando di essere iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) e di raccogliere le istanze di chi vive e lavora quotidianamente nella Marina. «La sicurezza deve essere affrontata con responsabilità, ma anche con capacità di ascolto», concludono gli esercenti. «E oggi la Marina ha mandato un segnale che merita una risposta, non una minimizzazione».









