Tre tragedie in nove anni nello stesso tratto di mare. Al posto delle boe, i cartelli di segnalazione

Il tratto nel quale si è consumata la tragedia di ieri è già noto per precedenti simili. La dinamica dell’episodio nel quale ha perso la vita Antonella Monteferrante, 50 anni, ricorda quanto accaduto in passato, fatti che avevano portato a chiudere con boe galleggianti lo specchio d’acqua delimitato dalla scogliera del porticciolo turistico.

Nel 2017 due episodi in dieci giorni

Il caso che subito è tornato alla mente a soccorritori e testimoni dell’epoca è stato quello dell’8 giugno 2017, quando a perdere la vita fu un 34enne del Beneventano, Giuseppe Fusco, tuffatosi per salvare un’amica 28enne in difficoltà. Il giovane fu trascinato dalla corrente al largo e ritrovato, ormai esanime, dopo alcune ore, a poca distanza dai frangiflutti tra il porticciolo sansalvese e quello di Montenero di Bisaccia. Per recuperarlo un sommozzatore si calò col verricello da un elicottero della guardia costiera.

Appena dieci giorni dopo, il 18 giugno 2017, una nuova tragedia fu evitata grazie ai soccorsi. Un 45enne di San Pietro Avellana (Isernia) rischiò di annegare in quello stesso tratto per aiutare tre ragazzini in difficoltà. Decisivo fu l’intervento dei bagnini della Valtrigno, di cui uno restò lievemente ferito dopo essere finito contro gli scogli a causa delle onde. L’uomo fu soccorso e trasportato all’ospedale di Pescara.

Le boe galleggianti

Dopo questi episodi ravvicinati, capitaneria di porto e Comune decisero di posizionare un cordone con boe galleggianti per segnalare e chiudere il tratto più rischioso. Qui, tra i frangiflutti a protezione della spiaggia e la scogliera del porticciolo, nelle giornate ventose, si genera una forte corrente di risacca che spinge al largo. Le boe vennero quindi posizionate due giorni dopo l’ultimo salvataggio, il 20 giugno 2017, nel tratto antistante la spiaggia più a sud di San Salvo Marina, all’epoca ancora libera.

Nel 2020 un morto e un ferito

Una nuova tragedia si registra il 26 settembre 2020. Due camionisti stranieri in attesa nella zona industriale di San Salvo decidono di tuffarsi in quel tratto di mare. Un polacco di 39 anni viene salvato da un pescatore e due marinai di Abruzzo Skipper e trasportato in ospedale in ipotermia, un 41enne ucraino è invece vittima ancora una volta della corrente che lo ha spinto al largo. Sarà ritrovato il giorno dopo incastrato nei frangiflutti tra San Salvo Marina e Montenero (non lontano dove fu rinvenuto il 34enne morto nel 2017).

L’ultimo caso

Ieri, quindi, il terzo decesso in nove anni. Antonella Monteferrante era in acqua insieme alla figlia, quando sono andate in difficoltà a causa delle correnti; in quel momento c’era vento e il mare era agitato. La donna – nonostante i tentativi di soccorso di bagnini e altri bagnanti – non ce l’ha fatta ed è stata trascinata sempre in quello stesso punto delle precedenti tragedie (dove ora c’è la scogliera sulla quale si erge il trabocco Diamante).

Nel corso degli anni, le boe sono state eliminate, sulla spiaggia (oggi non più libera, ma in concessione al porto turistico Le Marinelle) e in acqua sono stati posizionati cartelli che, in più lingue, indicano il limite delle “acque sicure”.

La magistratura di Vasto ha disposto l’autopsia sulla salma della 50enne. Da quest’esame si attendono le prime risposte. Ieri, i militari della guardia costiera hanno svolto un primo sopralluogo in spiaggia. Dalle indagini in corso bisognerà necessariamente valutare se è necessario incrementare le misure precauzionali in quel tratto di mare.

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