Anche la Fiom Cgil suona un campanello d’allarme sulla paventata mancata assegnazione di un’importante commessa alla Isringhausen di San Salvo [LEGGI] da parte della Stellantis di Atessa.
«Mentre nel dibattito pubblico prevalgono toni entusiastici o dichiarazioni di apprensione rilasciate a cose fatte, il tessuto industriale dell’indotto mostra crepe sempre più profonde – scrive Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom di Chieti – L’esempio emblematico è quello della Isringhausen, dove la mancata assegnazione della lavorazione per le strutture in acciaio del sedile monoposto dei furgoni ha colpito il sito di San Salvo e in parte Atessa.

«È semplicemente assurdo che ad oggi non vi sia ancora alcuna certezza su quale sarà il futuro dei sedili del nuovo furgone per un fornitore storico e altamente specializzato come Isringhausen. Se Stellantis gestisce così le informazioni verso un leader del settore della componentistica, sorge spontaneo e preoccupante l’interrogativo su quale sorte rischino di subire tutte le altre aziende della nostra filiera locale».
«In questa fase delicata, la Regione non può limitarsi ad accompagnare passivamente gli annunci aziendali. Le istituzioni regionali hanno il dovere politico di pretendere che a fronte delle risorse, delle infrastrutture e dei servizi messi a disposizione del polo industriale, corrisponda un vincolo preciso per la salvaguardia dell’intero patrimonio produttivo abruzzese».

Per questi motivi, il sindacato rilancia la «necessità di un Patto d’Area per l’Automotive Abruzzese:
«1. Clausola sociale di territorialità sui nuovi modelli: vincolare l’assegnazione delle lavorazioni legate all’investimento di Atessa alla salvaguardia dei fornitori storici della provincia di Chieti e dell’Abruzzo, arginando la delocalizzazione e l’estromissione delle imprese locali.
2. Protocollo di salvaguardia occupazionale di bacino: definire un accordo quadro che, in caso di riorganizzazione o riassegnazione di commessa (come avvenuto tra San Salvo ed Atessa), imponga la clausola di salvaguardia e il riassorbimento prioritario del personale coinvolto, a parità di diritti e condizioni normative e salariali.
Tavolo permanente di monitoraggio di filiera (Mimit-Regione): attivare immediatamente una sede di verifica preventiva, commessa per commessa, per analizzare l’impatto occupazionale nell’indotto prima che la produzione a regime del nuovo furgone sia avviata».









