La preoccupazione della Uilm per lo stabilimento Isringhausen di San Salvo, dove 70 persone sono impiegate nelle produzioni destinate a Stellantis. A far spiegare le ragioni dei timori è il segretario della Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi: «La recente mancata assegnazione a Isringhausen della lavorazione della struttura metallica del sedile monoposto rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Parliamo di una parte della produzione che, secondo quanto ci è stato comunicato, sarà affidata ad altri fornitori, mentre resta ancora aperta la partita sul resto della commessa».

La multinazionale tedesca è presente anche ad Atessa, dove occupa 350 addetti. «Non vogliamo fare allarmismo – dice Manzi – ma riteniamo che questo episodio debba indurre tutti a una riflessione. Le aziende dell’indotto ex Sevel lavorano da decenni con professionalità, qualità e competenze per garantire la competitività del sito produttivo. Questo patrimonio industriale e umano va preservato».

La Uilm, quindi, chiede a Stellantis di adottare, nell’affidamento delle future lavorazioni, un “codice di responsabilità sociale”, che tenga conto non soltanto degli aspetti economici ma anche del valore costruito negli anni dalle imprese del territorio e dell’impatto occupazionale delle proprie decisioni.
«È comprensibile che nelle gare prevalgano criteri di competitività – conclude Manzi che plaude alla conferma dell’investimento di 1 miliardo in 5 anni per la Stellantis di Atessa – ma chiediamo che venga riconosciuto anche il valore della continuità industriale e della salvaguardia dell’occupazione. In caso di cambio appalto o di internalizzazione delle produzioni noi chiediamo che i dipendenti seguano le nuove commesse, perché il nostro obbiettivo è difendere il lavoro».









