Un aumento medio della Tari pari all’1%. È quanto previsto dal Piano Economico Finanziario (Pef) del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani approvato oggi dal consiglio comunale vastese con i soli voti della maggioranza.

Il punto all’ordine del giorno, come prevedibile, ha innescato il botta e risposta tra maggioranza e minoranza. «Gli aumenti si registrano solo per alcune fasce (0,10 per recupero rifiuti marini, 1,50 per eventi eccezionali e calamitosi, 6,00 per il bonus Tari). L’aumento medio pari all’1% è stato possibile grazie alle importanti politiche messe in campo e ai risultati ottenuti grazie alla lotta all’evasione», spiega in comunicato il sindaco Francesco Menna.
Come emerso durante la seduta, l’aumento medio sarà di circa 3 euro annui per utenza domestica.
Centrodestra: «L’amministrazione comunale sceglie di far cassa sulle spalle dei cittadini»
A usare altri toni sono i consiglieri di centrodestra in una nota post-seduta firmata da Antonio Monteodorisio (Forza Italia), Francesco Prospero, Guido Giangiacomo e Vincenzo Suriani (tutti e tre di Fratelli d’Italia).

«L’ennesimo aggravio sulla tassa dei rifiuti, che passerà da 8.381.000 di quest’anno a 8.540.000 euro l’anno prossimo, che il sindaco ha etichettato come “minimo” rappresenta un colpo duro per i bilanci delle famiglie vastesi e delle nostre attività commerciali, già messe a dura prova da un clima economico incerto e complesso».
«Non si possono accettare le giustificazioni di una giunta che, invece di ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza della macchina amministrativa e del servizio di raccolta, scarica costantemente ogni rincaro sulla collettività. I cittadini garantiscono ogni giorno percentuali di differenziata lodevoli e sacrifici costanti, e in cambio ricevono tariffe più alte e una città che, troppo spesso, non rispecchia il decoro che merita. Chiediamo all’amministrazione di invertire la rotta, di tagliare le spese superflue».
Suriani, nel proprio intervento, ha citato, a proposito di costi, le numerose assunzioni comunali [LEGGI].
Centrosinistra: «Incidenza minima. Aumenti indipendenti da amministrazione»
«L’adeguamento previsto è pari a circa l’1%, con un’incidenza media di circa 3 euro annui per utenza domestica. Non si tratta di una scelta politica finalizzata a fare cassa, ma dell’effetto di costi oggettivi e indipendenti dalla volontà dell’amministrazione comunale», replica il sindaco.

«L’incremento, che avviene in quasi tutti i Comuni italiani, deriva infatti dagli adeguamenti previsti dalla normativa nazionale e dalle disposizioni dell’Arera, oltre che dai maggiori costi determinati dagli enti competenti a livello regionale e dall’aumento delle spese di gestione del servizio, legate in particolare ai costi dell’energia e dei carburanti. È bene ricordare che la Tari, per legge, deve coprire integralmente il costo del servizio di igiene urbana: il Comune non può utilizzare questa imposta per fare cassa né destinare le somme ad altre finalità».
«È legittimo fare opposizione. È corretto informare i cittadini attraverso i moderni mezzi di comunicazione. È meno corretto utilizzare argomenti che rischiano di generare confusione tra i cittadini, omettendo volontariamente, con una comunicazione approssimativa, di spiegare che gli adeguamenti derivano principalmente da fattori esterni sui quali il Comune non ha alcun potere decisionale», conclude il primo cittadino.









