Dalla foto sparisce Prospero, è polemica: «Mentre si parlava di inclusione, il Comune mi ha escluso»

Nell’epoca dei ritocchini, quelli digitali alle foto istituzionali possono diventare terreno di scontro politico. A Vasto la polemica nasce da uno scatto pubblicato sui canali social del Comune: secondo Francesco Prospero, la sua presenza sarebbe stata resa invisibile nell’immagine del taglio del nastro al Lido Insieme.

Il consigliere comunale e regionale di Fratelli d’Italia accende così un nuovo fronte di scontro con l’amministrazione di centrosinistra guidata da Francesco Menna, accusando il Comune di aver escluso la minoranza dalla comunicazione istituzionale, non solo nei testi pubblicati sui social, ma anche nelle immagini degli eventi pubblici.

«Se un Comune arriva a cambiare l’immagine di un evento pubblico – afferma Prospero in un reel – come possiamo fidarci quando lo stesso ci racconta di bilanci, assunzioni, appalti, servizi e decisioni che riguardano tutti i cittadini? È una domanda che dovremmo porci tutti». «I social del Comune di Vasto sono strumenti che servono per la comunicazione istituzionale e non per la propaganda politica. A Vasto, però, troppo spesso accade il contrario».

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, si tratterebbe di una precisa linea di comunicazione politica: «I consiglieri di minoranza vengono esclusi, non citati nei post e spesso omessi dalle fotografie degli eventi pubblici». Mostra due foto, una dello scatto originale e una pubblicata dal Comune, sostenendo che nella seconda la sua figura sia stata resa non visibile. «Guardate queste immagini: questa è la fotografia originale. Questa, invece, è quella pubblicata dal Comune. Io ero presente durante il taglio del nastro eppure, nella foto pubblicata, la mia presenza è stata resa non visibile. Restano soltanto un frammento degli occhiali e una scarpa».

«Mentre si parlava di inclusione, la comunicazione istituzionale del Comune di Vasto ha scelto di escludere», sostiene Prospero. «Ha scelto di escludere proprio chi quel progetto l’aveva proposto nel 2017, poi sostenuto anche grazie a un contributo regionale nel 2025. Si può scegliere di omettere una persona da un post, ma non si possono cancellare la storia, i fatti e gli atti. Le istituzioni appartengono a tutti e la comunicazione istituzionale deve raccontare i fatti e non riscriverli». Tagli di nastro, reel, polemiche social e selfie. Sempre più lite a distanza, a colpi di frasi a effetto senza contraddittorio, sempre meno confronto.

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