Tragedia di Casalbordino, le reazioni: richiesta di confronto pubblico e appello alla mobilitazione

«Esprimo profondo cordoglio, a nome personale e dell’intera giunta regionale, per il tragico incidente avvenuto a Casalbordino, nello stabilimento della Sabino Esplodenti, durante le operazioni di bonifica del sito da parte della dell’Arca Defence Italy, società facente parte dell’Arca Defence Group di proprietà turca, che aveva acquisito il sito. In questo tragico momento sono vicino alla famiglia della vittima, ai feriti e a tutta la comunità, colpita da un’altra gravissima tragedia sul lavoro». Lo afferma Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, dopo l’esplosione che ha causuato la morte di Carlo Piscopo, 59 anni, caporeparto dell’azienda.

La Uil Abruzzo ricorda «la necessità di investire nella qualità della formazione, nella certificazione dei percorsi formativi e nel monitoraggio della loro effettiva efficacia, perché la prevenzione non può esaurirsi in un obbligo formale. Siamo stanchi di continuare a piangere lavoratrici e lavoratori, madri, padri, figli, che perdono la vita per un rischio a cui sono stati esposti per il profitto di qualcun’altro», scrivono in un comunicato il segretario regionale, Michele Lombardo, e Valerio Camplone, responsabile del dipartimento ambiente, salute e sicurezza della Uil Abruzzo.

Secondo il segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu, e la responsabile provinciale lavoro e diritti, Paola Cianci, il cambio di proprietà e «la prospettiva di riconvertire la produzione verso il settore degli armamenti, rendono ancora più urgente un confronto pubblico sul futuro dello stabilimento e sulle garanzie da assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori. La sicurezza non può mai essere considerata un costo o un elemento secondario». «Occorre rafforzare i controlli, investire nella prevenzione, nell’innovazione dei processi produttivi e nella formazione continua del personale». 

L’associazione Casa del Popolo La Conviviale invita alla mobilitazione: «Di cordoglio istituzionale e lacrime di coccodrillo ne abbiamo abbastanza. Occorrono azioni politiche immediate: blocco immediato della produzione con garanzia del salario intero pagato dall’azienda a tutti i lavoratori e riconversione ecologica e civile definitiva della ex Esplodenti Sabino. La vita non è una merce. La sicurezza non è un costo. Ora, la risposta immediata dei lavoratori, delle lavoratrici e dei sindacati non può che essere una sola: mobilitazione e lotta per la sicurezza, la vita e il salario». E ricorda non solo le tre deflagrazioni degli ultimi sei anni, costate la vita a sette lavoratori, ma anche i drammatici episodi precedenti: «nel 1992 un lavoratore viene ucciso da un’esplosione; nel 2009 due operai rimangono gravemente feriti, uno dei quali riporta ustioni su gran parte del corpo».

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