Altro che varianti e nuovi svincoli, sulla “Trignina” ci sono ancora massi e detriti di tre mesi fa

Da un lato gli annunci, dall’altro la realtà delle cose. Torniamo a parlare di Statale 650 Triginina. Mentre a intervalli regolari rispuntano le intenzioni di intervento (passate ormai dal ventilato, e ormai escluso, raddoppio a solo alcune varianti correttive), da tre mesi in uno di quegli stessi svincoli che l’Anas intende prima o poi mettere in sicurezza, ci sono ancora i detriti portati a valle tre mesi fa dall’ondata di maltempo.

Il tratto è quello dello svincolo di Tufillo dove, il 2 aprile (e nei giorni successivi), il traffico è rimasto paralizzato per ore, a più riprese, a causa dell’acqua di un vicino vallone che ha trascinato con se sassi di grandi dimensioni e ogni genere di detriti.

Da quei giorni di autentico caos viario, la montagna di sassi e blocchi di calcestruzzo è rimasta accatastata lì, davanti al guard rail causando il restringimento della corsia di uscita dalla Statale. Un brevissimo tratto è coperto da new jersey di cemento. A nulla sono serviti neanche i solleciti del sindaco Ernano Marcovecchio.
Così, mentre sulla carta ci sarebbero in programma interventi per raddrizzare due tratti (a Fresagrandinaria e Mafalda, LEGGI) e «mettere in sicurezza» 15 svincoli, in uno di questi quella stessa sicurezza è stata dimenticata tre mesi fa: cosa accadrebbe se qualcuno perdesse il controllo finendo contro i cumuli di detriti anziché contro il guard rail?

È lecito poi porsi un’altra domanda sui tempi. In occasione della rottura dell’ultimo diaframma della nuova galleria sulla fondovalle Sangro, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha «annunciato che d’intesa con Mit e Anas sono state ottenute tempistiche ragionevoli per la riapertura del viadotto Sente (tra Agnone e Castiglione Messer Marino), il finanziamento per completare l’incompiuta del Viadotto Barche a valle e la visione strategica per il potenziamento della Fondo Valle Trigno (“Trignina”)».
Chissà a cosa corrisponde la ragionevolezza dei tempi per il presidente abruzzese, se per rimuovere dei cumuli di detriti e ripristinare le condizioni di sicurezza occorrono più di tre mesi.

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