Le ricerche di Racanati ristrette a una zona individuata dal magnetometro, il 15 luglio tavolo tecnico

Le ricerche di Antonio Racanati sono concentrate su una zona del fiume Trigno in cui il magnetometro ha rilevato anomalie del campo magnetico, «la cui origine può anche, ma non esclusivamente, essere dovuta alla presenza di corpi metallici». A renderlo noto è la procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli. Ora, per approfondire le ricerche nei punti di interesse emersi, sono necessarie operazioni di dragaggio del fiume con l’impiego di strumentazione tecnica appropriata.

Il marittimo di Bisceglie (Bari) è disperso dal giorno del crollo, il 2 aprile. Le ricerche finora hanno impiegato numerose unità, mezzi aerei e anfibi, droni, sonar e, come già citato, metal dector.
Sul caso, la procura ha aperto un fascicolo contro Ignoti e ha avviatole indagini per appurare le cause del crollo e individuare eventuali responsabili L’area interessata è stata posta sotto sequestro.

La stessa procura ha convocato un tavolo tecnico per il 15 luglio per coordinare e discutere gli opportuni piani di intervento e di programmazione indispensabili per il ritrovamento del disperso e per il ripristino della viabilità interrotta dal crollo del viadotto.  
A prendervi parte sono stati invitati tutti gli enti e le autorità competenti tra cui ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dipartimento della protezione civile, Anas e Regione Molise.

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