Riscoprire e valorizzare il territorio puntando sugli elementi che lo caratterizzano, in questo caso il gesso. Continua la mission della destinazione turistica Monti Frentani (avvalendosi anche dei fondi messi a disposizione dal Gal Maiella Verde) che da tempo sta cercando di costruire una nuova opportunità di sviluppo all’entroterra vastese.

La nuova tappa di questa avventura iniziata anni fa è stata, domenica 26 aprile, Gissi – che nel nome porta la propria storia – al centro dell’escursione Sull’antico sentiero dei gessaroli a cura di Monti Frentani Experience. Guidati da Alessio Massari e Antonio Ottaviano (guide escursionistiche), i partecipanti si sono addentrati tra i boschi che circondano il paese per conoscere l’importanza del gesso che per un lunghissimo periodo ha rivestito un importante ruolo nell’economia del paese, usata e commercializzata nel settore edile.

È stato quindi possibile ammirare la grande Rupe della zita, un tempo usata come cava alla cui base è ancora presente un’antica calcara, un “forno” rudimentale nel quale veniva cotto il gesso prima di essere ridotto in polvere. L’escursione, di circa 5 chilometri, è proseguita quindi tra passaggi angusti, suggestivi affioramenti di cristalli di gesso – che qui assumono una particolare colorazione a causa della presenza di altri elementi naturali (come bitume e zolfo) – e svariate specie floerali.

«Gissi è uno dei pochi paesi in gesso ancora abitato», ha poi esordito Ottaviano introducendo la visita al centro storico. Le abitazioni della parte antica del paese sono costruite in blocchi di gesso, «ognuno di questi blocchi è una scultura realizzata da chi l’ha lavorato».
Non è mancata la parte gastronomica con la degustazione della tipica pizza con il luppolo selvatico all’interno di una cantina da poco restaurata dallo stesso Ottaviano, presidente e fondatore dell’associazione Lupi del Gesso.

La giornata si è conclusa in un’altra cantina storica allestita in occasione delle Giornate Fai di due anni fa. Le mura e gli spazi imponenti che la compongono fanno pensare a un’origine antica all’interno di un complesso più grande, come un castello.

Come detto, quella di domenica è stata una nuova tappa nella valorizzazione dei territori legati dalla vena del gesso (all’interno di una strategia più ampia che coinvolge tutta l’area dei monti frentani) che sta proseguendo su più fronti. Tra queste si possono ricordare l’inaugurazione, nel 2024, del primo tratto del Sentiero dei gessi da Dogliola a Lentella (che nel suo sviluppo si estenderà prima a Gissi e, successivamente, a Gessopalena, LEGGI) e la mappatura delle grotte presenti grazie al contributo del Gruppo speleologico faentino [LEGGI 1] [LEGGI 2]. L’obiettivo è ambizioso, seguire l’esempio del Parco della vena del gesso romagnola riconosciuto anche come patrimonio mondiale dell’Unesco [LEGGI].







