Estate 2026, Desiati: «A Vasto manca un piano marketing del turismo»

«A Vasto manca un piano marketing del turismo». È il giudizio netto di Massimo Desiati, titolare di un’agenzia che gestisce affitti brevi di case vacanze, che traccia un primo bilancio della stagione balneare 2026 e mette in luce, a suo avviso, i limiti strutturali dell’offerta turistica cittadina.

Massimo Desiati

In base ai dati della sua attività, Desiati prevede l’andamento dell’estate 2026 a Vasto: «Questa stagione balneare non si discosta molto dall’anno scorso – osserva – quando ho registrato un incremento delle prenotazioni riguardo alle case gestite dalla mia agenzia. Giugno è un mese fiacco, luglio è mediano, agosto è il mese del picco, com’è ovvio che sia».

Il problema, secondo l’imprenditore turistico, è la mancanza di una strategia capace di ampliare l’attrattività del territorio oltre il turismo balneare tradizionale.«Le presenze turistiche si concentrano ad agosto perché Vasto è conosciuta come località di mare, buttando così alle ortiche ciò che può essere oltre il mare. È necessario aggiungere target di riferimento, non solo un turismo familiare legato all’alta stagione». Invece «Vasto può vendere storia, ambiente, non solo il mare, ma non ha mai fatto marketing territoriale. Rimangono inesplorati gli aspetti legati al paesaggio, fondamentali per la conquista di target che Vasto neanche la conoscono».

La sfida è costruire un’offerta turistica integrata, in grado di far vivere il territorio in modo più profondo. «La differenza tra località balneare e località turistica sta nell’armonizzare l’offerta con la richiesta che viene, in termini di mercato, dal mondo. Far entrare il turista a far parte del paesaggio: quando si identifica col tuo paesaggio, lo hai conquistato e ci torna».

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