Panchine, fioriere, scritte: la furia dei vandali è inarrestabile

Le panchine di legno sono gli obiettivi preferiti dai teppisti. Quella che si vede nella foto è in Belvedere Romani, dietro al Monumento all’Emigrante. Qualcuno si è divertito a romperne lo schienale, di cui rimangono solo i due sostegni in metallo.

In altri casi, delle sedute non resta nulla, se non un cumulo di assi spezzate, com’è accaduto nello scorso fine settimana nel centro storico: è il risultato di un raid notturno in piazza del Popolo, dove la furia devastatrice degli ignoti ha distrutto una panchina. È solo l’ultimo degli atti vandalici che prendono di mira soprattutto la città antica e la riviera.

Vasto. Panchina vandalizzata in Belvedere Romani

A Vasto Marina non trascorre anno in cui non si debbano sostituire le vetrate del lungomare, ma in passato i teppisti sono riusciti a rompere perfino le pesanti lastre di pietra dei sedili, oltre a imbrattare muri e pavimentazione con scritte vergate, anche di recente, con le bombolette spray.

In centro nel mirino dei distruttori finiscono le fioriere: quelle lungo le strade vengono fatte a pezzi, quelle imperniate sulla balconata della Loggia Amblingh divelte e, in alcuni casi, anche buttate di sotto, nel dirupo del costone orientale. Incrementare la videosorveglianza per cercare di scoprire i responsabili deve essere un obiettivo prioritario.

Il Comune ogni anno spende centinaia di migliaia di euro per riparare i danni causati dalla maleducazione.

Vasto Marina. Scritte sulla pavimentazione di piazza Guardia Costiera

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