Laudazi: «Il Parco della Costa Teatina sarà una pietra tombale sullo sviluppo»

«Sta per esplodere una bomba amministrativa che rischia di paralizzare, anzi di polverizzare lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese e, in particolare, dei Comuni costieri della provincia di Chieti». È l’allarme lanciato dall’ingegner Edmondo Laudazi, ex consigliere comunale di Vasto e segretario del laboratorio politico Il Nuovo Faro, che interviene sulla recente sentenza del Tar Abruzzo relativa al procedimento di istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina.

Secondo Laudazi, la decisione del tribunale amministrativo ripropone «una procedura mai conclusa in oltre trent’anni, riferita a una fattispecie inesistente e fuori dal mondo», fondata su una perimetrazione che definisce «raffazzonata, frettolosa e disegnata su mappe militari del 1975», incapace di rappresentare l’attuale realtà del territorio.

L’ex consigliere critica anche il ruolo svolto dal Wwf Italia e contesta gli effetti della sentenza, sostenendo che il Tar abbia di fatto sollecitato ministero dell’Ambiente, Ispra e amministrazioni interessate a proseguire l’iter facendo riferimento a una perimetrazione «di cui nessuno ha dimostrato la persistente attualità».

«Non vogliamo essere accusati di cementificazione, perché amiamo visceralmente la nostra terra e il nostro paesaggio, da conservare e valorizzare. Ma è pazzesco quello che sta per accadere», afferma Laudazi.

Infine l’appello alle istituzioni. «Mentre si parla di Zes, Via Verde, porti e corridoi intermodali europei, rischia di abbattersi una pietra tombale sullo sviluppo del territorio, producendo paralisi, sottosviluppo e disoccupazione». E conclude: «Quando la politica era gestita da politici veri e attenti queste cose non avrebbero nemmeno potuto essere pensate. Oggi siamo silenziosamente più soli».

Edmondo Laudazi

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