«Condividiamo le ragioni e sosteniamo la richiesta, che arriva da organizzazioni e anche da rappresentanti istituzionali e politici, di prevedere fondi straordinari per sostenere cittadini e imprese dell’area teramana duramente colpiti dalla grandinata del 21 luglio. Ma occorre anche avviare una riflessione sugli strumenti a disposizione». Lo afferma Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni Ali Abruzzo.
«Va fatto naturalmente tutto il possibile per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, occorre perciò che sia la Regione che il governo svolgano il proprio compito in questo percorso. Così come, riteniamo, la Regione stessa deve adoperarsi per stanziare fondi ad hoc, disponibili nel più breve tempo possibile. La frequenza con cui eventi di questo genere si verificano, e i danni ingenti che causano, rendendo spesso inadeguate le coperture assicurative a disposizione di cittadini e imprese, devono tuttavia indurci anche a valutare la predisposizione di strumenti rapidamente attivabili, a cominciare dal livello regionale, che prevedano la distribuzione di risorse al verificarsi di determinati danni e condizioni. I Comuni – conclude Raduca – possono svolgere il ruolo di collettori delle istanze, caso per caso».












