È di poco sotto al 15% l’affluenza alle urne per il referendum costituzionale sulla Giustizia. Il dato, alla prima rilevazione delle 12, è del 14,88% a livello nazionale. In Abruzzo la percentuale di chi è recato alle urne stamattina è leggermente inferiore al dato nazionale: 14,09%.
Il dato provinciale si abbassa al 13,90%. Guardando ai due principali comuni del territorio: a Vasto ha votato il 13,97%, mentre a San Salvo il 13,09%. Nel territorio della provincia di Chieti il dato più alto si è registrato a Pietraferrazzana, 23,15%, mentre quello più basso a Castelguidone dove si è recato alle urne solo l’8,94% degli aventi diritto.
Seggi aperti per la prima giornata di voto. Gli elettori sono chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Gl elettori potranno recarsi alle urne oggi, 22 marzo, dalle 7 alle 23, e domani, 23 marzo, dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Trattandosi di un referendum confermativo, non c’è il quorum. La prima rilevazione sull’affluenza è prevista alle 12.
Gli uffici elettorali dei Comuni saranno aperti, per l’eventuale rilascio di documenti: domenica 22 marzo dalle ore 7 alle ore 23, lunedì 23 marzo dalle ore 7 alle ore 15.

Cosa prevede la riforma
Separazione delle carriere
In caso di vittoria del “Sì”, giudici e pubblici ministeri non potranno più cambiare funzione, cosa che oggi è invece consentita una sola volta nei primi 9 anni di professione. Le due carriere, quindi, saranno separate in origine: pubblici ministeri e giudici dovranno decidere quale funzione ricoprire senza più poterla cambiare.
Nell’attuale articolo 104 della Costituzione si legge che «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere»; con la modifica sarà aggiunta la dicitura: «è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente».
Due Csm e sorteggio
La separazione delle carriere porterà anche allo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (organo di autogoverno dei magistrati che decide su nomine, trasferimenti, promozioni, valutazioni di professionalità, organizzazione degli uffici). Se vince il “Sì”, ne saranno due: uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura requirente, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica.
Entreranno a farvi parte di diritto rispettivamente il primo presidente della Cassazione (Csm giudicante) e il procuratore generale della Cassazione (Csm requirente). I due Csm saranno composti per un terzo da membri laici e per due terzi da togati. I componenti non saranno più eletti, ma sorteggiati: i membri laici da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune, i membri togati invece saranno estratti a sorte tra tutti i magistrati – giudicanti o requirenti – che avranno i requisiti stabiliti da una legge ordinaria successiva.
I componenti dei due Csm, come si legge nel testo della riforma, «durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva».
Alta Corte Disciplinare
Viene introdotto un nuovo organo costituzionale: l’Alta Corte Disciplinare, che prende i poteri disciplinari oggi in capo a una sezione speciale del Csm. Sarà composta da 15 membri: 3 nominati dal Presidente della Repubblica, 3 estratti a sorte da un elenco di giuristi compilato dal Parlamento in seduta comune, 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti con 20 anni di attività e con esperienze in Cassazione, 3 sorteggiati tra i magistrati requirenti con vent’anni di attività ed esperienza in Cassazione. Il presidente viene eletto tra i laici.
Il mandato durerà 4 anni e l’incarico non sarà rinnovabile. Le sentenze dell’Alta Corte disciplinare non saranno più impugnabili davanti alle sezioni unite civili della Corte di Cassazione, come prevede l’articolo 111 della Costituzione, ma si potrà ricorrere solo davanti alla stessa Corte che giudicherà in secondo grado in una composizione diversa rispetto al primo. Una legge ordinaria disciplinerà gli illeciti disciplinari, le sanzioni, la composizione dei collegi, il procedimento e il funzionamento dell’Alta Corte.
Leggi attuative
L’ultimo articolo della riforma stabilisce che entro un anno dall’entrata in vigore dovranno essere varate le leggi attuative, quelle leggi ordinarie cioè che definiscono i dettagli tecnici e le modalità applicative della riforma stessa. Nel frattempo si continueranno a osservare le leggi vigenti.









