Idrogeno, la centrale nell’ex Cotir è al 2%. Arap: «Siamo fiduciosi di finire in estate»

L’obiettivo è completare il progetto da 17 milioni di euro in estate evitando il rischio di perdere i 10 milioni di euro dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Torniamo a parlare dell’ex Cotir dove, a circa dieci anni dalle proteste degli ultimi dipendenti, versa ancora in grave stato di degrado. Il sito in contrada Zimarino è nelle disponibilità dell’Arap che qui intende realizzare una centrale di produzione idrogeno verde avvalendosi del contributo Pnrr (progetto che si è piazzato secondo nella graduatoria dell’avviso pubblico della Regione del 2023).

Corsa contro il tempo

Il 2026 è l’anno decisivo e il tempo stringe. Finora gli interventi sono stati minimi e hanno riguardato la messa in sicurezza del sito: chiusura dei cancelli e dei varchi aperti nella recinzione e installazione di telecamere collegate alla sede centrale dell’Arap a Cepagatti. A testimonianza della sorveglianza attiva, nel corso della registrazione del nostro servizio video sono arrivati due tecnici dell’Arap allertati dalle videocamere.

Lo stato di avanzamento evidenziato dai pagamenti effettuati finora è allo 2,04% (203mila euro), percentuale risicata che non può non sollevare dubbi sulla realizzazione della centrale nei tempi dettati dal Pnrr.
Abbiamo contattato il direttore generale dell’Arap, Antonio Morgante, che ha spiegato a Chiaro Quotidiano: «Oggi si riunisce la commissione per l’aggiudicazione del dialogo competitivo per l’individuazione del partner privato. Hanno risposto in tre, tra le quali una ditta spagnola».
Nello scorso mese di dicembre, è stata approvata una variante al progetto che ha consentito di rivedere, al ribasso, l’importo complessivo dell’opera: da 25 a 17 milioni di euro: «La ditta del nord che si è aggiudicata la gara di acquisto degli elettrolizzatori ha proposto una tecnologia che ci porta a sensibili abbattimenti nel costo complessivo».

In viola l’area destinata agli elettrolizzatori, in verde quella del fotovoltaico

E la scadenza per terminare i lavori? «Abbiamo tempo fino alla prossima estate, contiamo di farcela, siamo fiduciosi nei limiti. Il termine iniziale era fine giugno, adesso sembra che sia fine agosto/inizi di settembre. Siamo abbastanza tranquilli e crediamo di riuscire a finire per l’estate».

Idrogeno per le aziende

La produzione stimata è di 410 tonnellate annue di idrogeno da vendere ad aziende delle zone industriali di Vasto e Val di Sangro. In questa direzione hanno già risposto alle manifestazioni d’interesse Tua (per i propri autobus), Stellantis Atessa, Valagro, Honda, Imm Hidraulics e Agenzia Marittima Vastese.
L’idrogeno è definito verde perché generato grazie all’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici che saranno installati nei terreni prima dedicati alle coltivazioni (i quali, esaminati, non sono risultati contaminati). Il cuore del progetto sarà nell’ex officina dei mezzi agricoli dove troveranno spazio i cinque elettrolizzatori (da 1 MW ciascuno). Il corpo centrale, destinato a uffici, ma il suo destino è incerto: probabilmente potrebbe essere demolito e ricostruito.

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