Click day per i fondi per le infrastrutture, il Consiglio di Stato riabilita la prima graduatoria

Il Consiglio di Stato ha redento la graduatoria del bando regionale rivolto ai piccoli comuni finito al centro del caso giudiziario. La vicenda è quella dell’avviso pubblico (per interventi sulle infrastrutture) per il quale è stato istituito il click day: una graduatoria stilata in base all’ordine d’arrivo delle domande. Tranche fino a 500mila euro, quindi, per la cui assegnazione ha segnato una differenza sostanziale anche una frazione di secondo.

Nel gennaio scorso, quindi, il Tar dell’Aquila – dopo il ricorso di alcuni Comuni – aveva rivoluzionato la graduatoria. Adesso, nel nuovo colpo di scena, il Consiglio di Stato stabilisce che a far fede è l’orario di ricezione della pec da parte del server della Regione e non l’orario di invio o di ricezione dell’avvenuta consegna.
Alla luce della decisione del Consiglio di Stato, quindi, torna valida la prima graduatoria:

La sentenza dà quindi il la ai commenti degli amministratori regionali che per quel bando fu contestata dalle opposizioni. «Ho atteso qualche giorno dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato nella speranza che l’onestà intellettuale avesse finalmente il sopravvento sulla demagogia e la propaganda, ma così non è stato – scrive l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis – Ero fiducioso che sindaci e consiglieri regionali, che lo scorso anno dopo la sentenza del Tar Abruzzo avevano occupato le pagine dei giornali e dei siti online per giorni e polemizzato in consiglio regionale, avrebbero potuto riconoscere il loro errore e portare a conoscenza dei cittadini la sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza del Tar, certifica la correttezza e la legittimità dell’operato della Regione».

Umberto D’Annuntiis

«Spiace, invece, constatare come una procedura così trasparente, usata da tempo anche a livello ministeriale da governi di centrosinistra, sia stato oggetto di ripetuta e forte strumentalizzazione politica. Il metodo cronologico è imparziale, non lascia spazio a scelte discrezionali della giunta e degli uffici, non penalizza nessuno e garantisce pari opportunità a tutti i comuni, siano essi grandi o piccoli come dimostra la graduatoria dei comuni finanziati».

«La storiella che i comuni piccoli e delle aree interne sono penalizzati, che ancora qualcuno racconta, viene smentita dalla graduatoria approvata che vede esclusivamente comuni piccoli e delle aree interne tra i beneficiari – conclude D’Annuntiis – Gli stessi comuni che hanno dovuto rallentare la realizzazione di opere importanti per il loro territorio solo per propaganda politica. Voglio solo ribadire, come già fatto più volte, che non si accettano lezioni di trasparenza da alcuni che, quando amministravano la Regione, hanno concesso finanziamenti a comuni che inoltravano la richiesta il giorno stesso della seduta di giunta e addirittura a qualcuno che la faceva pervenire il giorno, dopo lasciando così intravedere inattese doti di chiaroveggenza».

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