L’intervento al cuore produttivo della Pilkington: via alla demolizione e ricostruzione del float

Inizieranno oggi i lavori di demolizione del forno Float SS1 della Pilkington di San Salvo. La giapponese Nsg, nei mesi scorsi, ha deciso di investire qui svariati milioni di euro per il rifacimento del cuore della fabbrica del vetro, operazione che garantirà produttività e occupazione per altri venti anni [LEGGI].

Il cuore della produzione del vetro

Il forno float, dalla lunghezza di oltre cento metri, è rimasto operativo fino al 27 luglio scorso, poi è stato spento. Durante la vita di una simile struttura, all’interno la temperatura raggiunge costantemente i 1.600-1.700 gradi (oggi si attesta 50-60 gradi). Lo spegnimento di un float equivale alla sua morte, per questo, anche durante lo stop forzato causato dalla pandemia, da qui, è uscito, ininterrottamente, vetro a perdere (poi immesso nuovamente nel ciclo produttivo).

La struttura in materiale refrattario sarà quindi demolita e ricostruita. All’interno, nel processo produttivo a caldo, il livello del vetro fuso è di oltre un metro di altezza. Lungo il percorso dell’impianto (in uno dei passaggi successivi, questo magma galleggia sopra allo stagno fuso), progressivamente, temperatura e spessore scendono fino a restituire una lastra di pochi centimetri.

Graziano Marcovecchio, presidente Pilkington Italia

Nei giorni scorsi, quel vetro liquido è stato drenato per essere riusato successivamente, una restante parte si è solidificata all’interno formando un pavimento vitreo spesso 15 centimetri sul quale oggi i vertici regionali – il presidente Marco Marsilio e l’assessora alle Attività produttive Tiziana Magnacca – hanno effettuato un sopralluogo guidati dal presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio.

A servizio del nuovo float ci sarà il nuovo impianto di recupero dell’acqua che alimenterà l’impianto di raffreddamento. Grazie a questo investimento sarà possibile tagliare il 90% del consumo idrico, riducendo il consumo da 20 metri cubi all’ora a soli 2-3 metri cubi [LEGGI].

Passaggi fondamentali per il futuro

L’intervento di demolizione e ricostruzione durerà alcuni mesi, l’obiettivo, intanto, è sfruttare le prossime settimane di fermata dello stabilimento, per poi terminare a ottobre e far tornare alla piena operatività il Float SS1 a novembre. Nel frattempo, la produzione non si arresterà del tutto grazie al Float SS2 (ex Flovetro).

Il rifacimento del float è un passaggio chiave dal punto di vista produttivo per il futuro dello stabilimento. Per quanto riguarda il lato societario, è ancora in corso l’iter – fondamentale anch’esso per i prossimi anni – che porterà al subentro del fondo statunitense Apollo nell’assett della multinazionale [LEGGI].

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