Anche nel Vastese si inizia a parlare di Bess (Battery Energy Storage System). In un’epoca in cui le parole d’ordine sono transizione ecologica, i sistemi di accumulo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili da rilasciare all’occorrenza stanno assumendo sempre più importanza nei progetti di produzione energetica vera e propria.

Un Bess da 5.040 kW è stato presentato agli uffici del Comune di Cupello per essere sottoposto a valutazione d’incidenza ambientale (Vinca). Il terreno individuato si trova in località Bufalara, a svariate decine di metri dal kartodromo, tra alberi di ulivo e pesche (lo stesso appezzamento fino a poco tempo fa ospitava diverse coltivazioni). La società proponente è la Sunprime Agira srl di Milano.

Il dibattito sulle Bess è molto acceso in altre parti d’Italia perché numerosi progetti di grandi dimensioni, da centinaia di unità, vengono spesso localizzati su terreni agricoli. Nel caso di Cupello si tratta di un impianto dalle dimensioni ridotte che prevede: quattro cabinati contenenti le batterie, due trasformatori, una cabina utente e una di consegna.
Le Bess – basate su sistemi di accumulo elettrochimico agli ioni di litio – possono essere intese come un’evoluzione delle semplici batterie. Queste ultime rappresentano solo alcuni dei suoi componenti e si trovano all’interno dei cabinati (container). A fare la differenza è il sistema di gestione che permette di immagazzinare l’energia prodotta per immetterla in rete in un secondo momento, in base alle richieste.

Il progetto della Sunprime Agira è denominato Tomeo Bess e, una volta ottenute le autorizzazioni, necessita di tre mesi di per essere realizzato; ha una vita utile stimata di 15 anni.
Questo sito destinato all’immagazzinamento dell’energia non è legato a un particolare impianto di produzione energetica, ma, come spiega l’assessore dell’Ambiente del Comune di Cupello, Oreste Di Francesco, a Chiaro Quotidiano, «grazie a un accordo con la distribuzione e con i venditori, l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici della zona, se non viene utilizzata, viene accumulata nelle batterie per essere immessa in rete di notte.Si tratta comunque di una fase preliminare, dobbiamo ancora esprimerci, per questo faremo le dovute valutazioni».
Nella zona individuata, nella bassa piana del Trigno, si trovano numerosi impianti fotovoltaici di modeste dimensioni (soprattutto sulla sponda molisana) e altri ne sono in progetto (ad esempio, in uno dei terreni di fronte al polo Amazon, LEGGI), per questo è presumibile che impianti simili sono destinati a crescere di pari passo.









