Il sit-it dell’Usb davanti alla Arca Defense: «Ricollocare i lavoratori in produzioni civili sicure»

«No al riarmo, sì al reato di omicidio sul lavoro». È uno degli slogan scanditi stamattina dai partecipanti al presidio davanti ai cancelli della Arca Defense di Casalbordino (ex Esplodenti Sabino) dopo la settima vittima sul lavoro in sei anni: Carlo Piscopo, deceduto il 9 luglio scorso.

A chiamare a raccolta i manifestanti è stata l’Unione Sindacale di Base (Usb) Abruzzo Molise che, oltre alla vicinanza alle famiglie delle vittime, esprime forte dissenso per la scelta di conservare l’attività che qui, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, mira alla produzione di munizioni.

«In Italia abbiamo circa mille morti sul lavoro all’anno e tantissimi infortuni – dice Romeo Pasquarelli, Usb Lavoro privato Abruzzo Molise – Bisogna fare pressioni sulla politica per mettere un argine a un problema che sembra non avere soluzioni nonostante i proclami della politica».
«Per noi questo sito non ha motivo di esistere. L’investimento che è stato enfatizzato anche dall’assessore regionale (100 milioni di euro, ndr) non porterà benefici al territorio», per questo, anche per tutelare la forza lavoro, Pasquarelli dice che occorre «che le stesse risorse siano investite altrove, in modo che i lavoratori possano essere ricollocati in produzioni civili che non vanno ad alimentare un’economia di guerra».

Nota di rammarico, nei numerosi interventi, per l’assenza delle principali organizzazioni sindacali al sit-in: «C’è un problema di rappresentanza in Italia, per questo le persone perdono fiducia nei sindacati e nella politica. Sull’introduzione del reato di omicidio sul lavoro da noi proposta, ad esempio, qualcuno ci ha seguito a parole, ma poi nei fatti è assente».

Per quanto riguarda l’incidente sul lavoro, mercoledì mattina si terrà l’autopsia sul corpo del caporeparto che ha perso la vita a pochi metri da dove oggi si è svolto il sit-in.

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