«Ora non si perda più tempo». Lo ha ribadito questa mattina, in conferenza stampa a Chieti, il Wwf Italia che è tornato sulla recente sentenza del Tar di Pescara sul Parco della Costa Teatina. Entro 90 giorni (dal 22 giugno scorso) si dovrà procedere alla costituzione del Parco e, in caso di mancata ottemperanza da parte del ministero, si provvederà alla nomina di un commissario ad acta in sostituzione dell’amministrazione inadempiente.
Oltre a sottolineare nuovamente l’importanza della decisione del tribunale amministrativo, il Wwf Italia, precisa quelle che saranno le modifiche sul delicato tema della perimetrazione riguardo alla quale la Regione, fortemente criticata, «fino al mese di maggio 2026, ancora provava a presentare ulteriori proposte».
«Il blocco della proposta elaborata nell’agosto del 2015 dal commissario straordinario nominato dalla presidenza del Consiglio dei ministri – ha spiegato Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali dell’associazione – ha comportato che il perimetro provvisorio che il ministero dell’Ambiente dovrà prendere in considerazione sarà quello indicato dall’Ispra dopo il riavvio del procedimento nel dicembre del 2022. Paradossalmente, il perimetro di Ispra è più ampio di quello indicato a suo tempo dal Commissario: 19 comuni per 11.591 ettari contro 10 comuni per 10.528 ettari. Davvero una bella vittoria per i no parco!».

«Ora è importante che, in attesa dei necessari atti da parte del ministero dell’Ambiente per arrivare alla perimetrazione provvisoria del Parco nazionale, le aree che sono destinate ad essere ricomprese nel perimetro del Parco non vengano in nessun modo compromesse perché questo determinerebbe una violazione di legge».
Per questo, il 1° luglio scorso, il Wwf ha inviato una diffida al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica affinché adotti «ogni azione per evitare ulteriori compromissioni all’ecosistema della costituenda area protetta nazionale, anche sospendendo le attività in corso, quale applicazione delle misure di salvaguardia disposte dalla stessa legge 394/1991».
La stessa diffida è stata inviata, per conoscenza, anche alla presidenza del Consiglio dei ministri, alla Regione e ai sindaci dei 19 Comuni interessati «affinché nessuno possa dire di non essere stato informato» e al comando regionale Abruzzo e Molise dell’Arma dei carabinieri per «ogni azione necessaria, anche informando le competenti autorità giudiziarie di eventuali violazioni di legge».

«La sentenza del Tar Abruzzo rappresenta una decisione di grande rilievo, perché riafferma un principio fondamentale dello Stato di diritto – ha concluso Alessandro Corporente, il legale che ha curato il ricorso – Una legge dello Stato non può rimanere inattuata per venticinque anni. Il tribunale ha riconosciuto l’illegittimità dell’inerzia amministrativa. Dopo anni di studi, confronti e attività istruttorie, il problema non era acquisire ulteriori elementi, ma assumere una decisione. Da oggi si apre una fase nuova in cui si vigilerà affinché la sentenza venga integralmente eseguita e il procedimento giunga finalmente alla sua conclusione, nell’interesse della tutela dell’ambiente e della legalità».
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Luciano Di Tizio e Filomena Ricci, rispettivamente presidente nazionale e delegata regionale Wwf.







