Operato alla prostata a febbraio, è ancora in attesa di iniziare la terapia di rieducazione pelvica prescritta dai medici. A raccontare la sua vicenda a Chiaro Quotidiano è un paziente di Vasto, che denuncia le difficoltà incontrate nel tentativo di prenotare le cure necessarie dopo l’intervento chirurgico.

«Il 4 febbraio mi sono dovuto sottoporre a un intervento alla prostata. A seguito dell’operazione, mi è stata prescritta una terapia di rieducazione pelvica. Per prenotare le sedute di cura, sono andato al Cup dell’ospedale di Vasto. Da lì sono stato indirizzato verso una struttura privata convenzionata, da cui però ho avuto una risposta negativa: mi hanno detto che praticano queste cure solo alle donne. Quindi sono dovuto tornare di nuovo al Cup, da cui mi è stata attivata una prenotazione per una struttura sanitaria di Paglieta, con un’attesa di circa un mese. Gentilmente, l’addetto del Cup mi ha consigliato di telefonare per chiedere conferma ed evitare un viaggio a vuoto. E così ho fatto ma, anche in quel caso, mi hanno risposto che loro si occupano di assistere solo le donne».
«Di conseguenza, mi sono messo in coda per la terza volta al Cup dell’ospedale San Pio da Pietrelcina. Lì mi hanno detto che l’unica soluzione possibile è farsi curare all’ospedale di Lanciano, dove mi sarei dovuto recare personalmente in reparto per farmi mettere in lista d’attesa. Sono partito per Lanciano e lì hanno finalmente preso in carico la mia richiesta. Però non so ancora la data in cui potrò cominciare le terapie. Sarà presumibilmente dopo l’estate, quando saranno già passati sette-otto mesi dall’operazione. Mi sono anche rivolto al Tribunale del malato, ma dalla Asl nessuna risposta».







