Esami cardiologici da fare entro 10 giorni, fissati dopo 2 mesi: «Non si gioca con la salute dei cittadini»

Esami cardiologici prescritti entro dieci giorni, ma fissati a fine agosto e settembre. È la denuncia di Donato Cappello, finanziere in congedo residente a Vasto, che racconta una vicenda «che mostra tutti i limiti e la rigidità della burocrazia sanitaria locale».

Cappello spiega di aver ricevuto il 25 giugno una prescrizione con priorità B per una prima visita cardiologica, un elettrocardiogramma e un ecocolordoppler cardiaco a riposo, accertamenti richiesti dal medico curante per «ipertensione arteriosa e lipotimia» e da eseguire, secondo la normativa, entro dieci giorni. Non potendo garantire le prestazioni nei tempi previsti all’ospedale San Pio di Vasto, riferisce il cittadino, la Asl Lanciano Vasto Chieti gli avrebbe proposto di effettuare gli esami negli ospedali di Bucchianico e Chieti. Una soluzione che Cappello definisce incompatibile con le sue condizioni di salute, caratterizzate, sostiene, da frequenti episodi di lipotimia, vertigini e sbalzi pressori, tali da rendere difficoltosi gli spostamenti fuori città.

Da qui l’avvio di una serie di segnalazioni e diffide inviate all’azienda sanitaria a partire dal 29 giugno. Nel frattempo, aggiunge, gli appuntamenti sarebbero stati fissati a Vasto solo per il 25 agosto, nel caso dell’ecocolordoppler, e per il 4 settembre per la visita cardiologica e l’elettrocardiogramma. Secondo Cappello, la normativa sulle liste d’attesa prevede che, quando una struttura pubblica non è in grado di garantire le prestazioni nei tempi stabiliti, l’azienda sanitaria debba attivare l’attività libero-professionale intramuraria (Alpi) a proprio carico nel presidio di riferimento dell’assistito. Il cittadino riferisce inoltre di aver interessato della vicenda il Difensore civico regionale e il Tribunale per i diritti del malato, senza che, a suo dire, la situazione abbia trovato soluzione.

«Non si è trattato di una richiesta di privilegio, ma di un diritto stabilito dalla legge a tutela dei pazienti fragili», afferma Cappello. «Proporre trasferimenti complessi a Bucchianico o Chieti a chi convive con episodi di lipotimia, pur di non applicare l’intramenia prevista dalla legge a Vasto, è inaccettabile. Ho inviato decine di Pec per contestare appuntamenti fissati a distanza di oltre due mesi. Avere ragione sulle carte, con l’avallo del Difensore civico e del Tribunale del malato, non è bastato a smuovere una burocrazia che sceglie di prendere tempo sulla pelle e sulla salute dei cittadini». Conclude spiegando che la sua denuncia pubblica nasce dall’auspicio che «quanto accaduto a me non continui ad accadere nel silenzio ai tanti cittadini che non hanno la forza o gli strumenti per difendersi».

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