Il rischio idrogeologico a Montevecchio approda in commissione, «Meglio tardi che mai»

Domani nella competente commissione consiliare del Comune di Vasto si discuterà il tema del rischio idrogeologico nell’area di Montevecchio. Il tema è molto sentito e periodicamente torna d’attualità in più ambiti: i danni da maltempo, le osservazioni alla variante alla Statale 16, le accuse di cementificazione.

La notizia della convocazione della commissione consiliare viene accolta positivamente da Augusto De Sanctis: «Dopo anni di inerzia e solo dopo un esposto del Forum H2O, una diffida sulla trasparenza e un ricorso al Difensore civico regionale, i consiglieri comunali discutono del rischio a Montevecchio. Le carte non sono ancora pubbliche, vigileremo su tutto il procedimento, diversi progetti edilizi in quel settore della città».

«Meglio tardi che mai, verrebbe la voglia di dire, anche se vedremo se e cosa partorirà la montagna – continua De Sanctis – Tutto ciò avviene dopo anni di inerzia del Comune, compresi reiterati richiami della Regione a provvedere alla riperimetrazione delle zone a rischio visti le molteplici frane avvenute nel frattempo. Guarda caso, il Comune si muove solo dopo un nostro esposto alla procura, un ricorso al difensore civico regionale dello scorso 10 giugno e  una nostra diffida sulla trasparenza del 13 giugno con minaccia di depositare un ulteriore esposto in procura per la violazione delle norme sull’accesso agli atti; il nostro accesso era stato avviato addirittura il 15 aprile».

«Ora l’amministrazione Menna pare far riemergere lo studio geologico che è stato gelosamente tenuto nei cassetti e che tuttora non viene reso a chi fa accesso agli atti, in piena violazione delle leggi sulla trasparenza. Nel frattempo si moltiplicano gli interventi edilizi proprio in quel settore fragile del territorio vastese. Vigileremo attentamente anche su questo passaggio, una volta ottenute le carte e tutta la documentazione del procedimento. Sottolineo che la legge sulla trasparenza obbliga gli enti a rilasciare i documenti richiesti in qualunque forma detenuti; non c’entra nulla se siano stati esaminati o meno come qualcuno ha pure affermato. In ogni caso, è deprimente constatare che solo dopo il nostro intervento pubblico su vari fronti l’amministrazione si sia mossa davanti a un problema così delicato come quello del rischio frane».

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