L’Usb Pubblico impiego Abruzzo e Molise, ha inviato una segnalazione al direttore generale, Mauro Palmieri, e ai vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti per evidenziare le gravi criticità riscontrate nella gestione dei reparti, in particolar modo «la grave e inaccettabile situazione causata dalla carenza di personale nella farmacia ospedaliera che causa continui e preoccupanti ritardi nella consegna di farmaci e kit diagnostici».

Il sindacato spiega che «di fronte alle legittime sollecitazioni dei reparti, la risposta della dirigenza è stata quella di invitare il personale infermieristico e tecnico a recarsi personalmente a ritirare e trasportare tale materiale».
Una situazione inaccettabile per l’organizzazione sindacale che esprime «la più ferma condanna nei confronti di tali disposizioni, che configurano una palese violazione delle norme contrattuali e professionali. Infermieri e tecnici sanitari sono professionisti intellettuali, il cui profilo professionale è chiaramente definito dai rispettivi decreti ministeriali e codici deontologici. Il trasporto di carichi, il facchinaggio e la logistica interna non rientrano in alcun modo nelle competenze di questi professionisti. Obbligarli o “invitarli” a svolgere compiti di trasporto materiale significa perpetrare un demansionamento illegittimo (in violazione dell’art. 2103 del Codice civile)».
«Sottrarre un infermiere o un tecnico dalle proprie attività di reparto per inviarlo a fare da “corriere” logistico significa svuotare i turni di assistenza, aumentare il carico di lavoro anche di chi resta e privare i pazienti della necessaria vigilanza – conclude il sindacato – Questo modus operandi genera un gravissimo aumento del rischio clinico, di cui questa sigla sindacale non intende farsi corresponsabile. La carenza di organico della Farmacia Ospedaliera è un problema organizzativo aziendale che non può essere scaricato sulle spalle (e sulla salute) del personale dei reparti che già soffrono di carenza di personale».
In mancanza di adeguati provvedimenti, l’Usb «si vedrà costretta a tutelare i lavoratori in tutte le sedi competenti, incluse quelle legali, e ad attivare formale stato di agitazione del personale, con segnalazione agli organi di vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».







