Il caro carburanti potrebbe costare all’Abruzzo 352 milioni di euro in più nel 2026. È la stima dell’Ufficio studi della Cgia, secondo cui la spesa regionale per benzina e gasolio potrebbe raggiungere i 2,037 miliardi di euro, contro gli 1,685 miliardi del 2025. L’incremento sarebbe del 20,9%, pari a circa 29,4 milioni di euro in più ogni mese.
A lanciare l’allarme è il presidente di Confartigianato L’Aquila, Angelo Taffo, che evidenzia soprattutto l’impatto sul sistema delle micro, piccole e medie imprese. «Sono numeri che non possiamo ignorare – afferma – perché dietro questi 352 milioni di euro ci sono imprese che vedono aumentare i costi per lavorare, produrre, consegnare e raggiungere clienti e cantieri. Per molte piccole imprese il carburante non è una spesa comprimibile: è uno strumento di lavoro».

Il problema riguarda in particolare le attività che operano su territori estesi e che richiedono spostamenti quotidiani: edilizia, impiantistica, autoriparazione, manutenzione, trasporto, servizi e commercio sono tra i settori maggiormente esposti. «Se aumenta il carburante, aumenta il costo di ogni intervento, di ogni trasporto, di ogni servizio. E quando l’impresa non riesce a trasferire questi aumenti sul prezzo finale, è il suo margine che viene eroso. Alla lunga significa meno investimenti, meno assunzioni e minore competitività», sottolinea Taffo.
Secondo la Cgia, l’aumento dei costi non riguarda soltanto l’Abruzzo: a livello nazionale il maggior esborso per i carburanti potrebbe raggiungere nel 2026 13,6 miliardi di euro, oltre 1,1 miliardi al mese in più rispetto al 2025. Confartigianato L’Aquila chiede quindi un intervento coordinato a tutti i livelli istituzionali. «Servono interventi immediati ma anche strutturali. Non possiamo vivere di provvedimenti tampone ogni volta che arriva una nuova emergenza. Il nostro sistema produttivo ha bisogno di certezze e di condizioni che permettano alle imprese di programmare».
All’Europa viene chiesto un piano straordinario per la competitività delle piccole imprese più esposte ai costi energetici e di trasporto, mentre al governo si chiede di proseguire nell’azione di contenimento dei prezzi e rafforzare le misure di sostegno. «La Regione deve essere protagonista – aggiunge Taffo –. Abbiamo bisogno di una cabina di regia regionale che monitori l’impatto dell’aumento dei costi energetici sulle nostre imprese e individui risorse e strumenti per sostenere soprattutto le attività più esposte».
L’appello si estende infine ai Comuni, chiamati a intervenire, secondo Confartigianato, sulla semplificazione delle procedure, sui costi a carico delle attività produttive e sulla mobilità. «Non chiediamo assistenzialismo, chiediamo di mettere le imprese nelle condizioni di poter competere», conclude Taffo. «La crisi dei carburanti non può essere scaricata sulle imprese e sulle famiglie. È arrivato il momento di una risposta corale: Europa, Governo, Regione e Comuni devono lavorare insieme».











