Eco Resort a Punta Aderci, i Cobas: «Non è sviluppo, ma perdita di attrattività turistica»

L’ipotesi di realizzare un eco-resort nell’area di Punta Penna, a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci, continua ad alimentare il dibattito. Dopo le perplessità espresse dalle associazioni ambientaliste, arriva anche la presa di posizione dei Cobas, che contestano il progetto e invitano la cittadinanza a mobilitarsi.

Il sindacato richiama la lunga battaglia contro il progetto Ombrina Mare e sostiene che proprio quella vicenda abbia dimostrato quale debba essere il modello di sviluppo per la costa abruzzese. «La vittoriosa lotta contro la multinazionale irlandese Medoil ha dimostrato che la Via Verde e lo sviluppo del turismo di prossimità rappresentano il modo migliore per valorizzare lo straordinario patrimonio di bellezza della costa vastese e dell’intero litorale teatino», affermano i Cobas.

Secondo il sindacato, la crescita turistica registrata negli ultimi anni sulla Costa dei Trabocchi non è legata alla presenza di grandi strutture ricettive, ma alla conservazione del paesaggio e all’offerta diffusa di servizi e attività a misura d’uomo. «Se oggi la Costa dei Trabocchi richiama visitatori non solo dall’Italia ma anche dall’estero, è perché offre paesaggi, spiagge, piccoli ristoranti, attività legate alla pista ciclabile e un territorio ancora autentico. Non certo per la presenza di resort megagalattici o forme di turismo esclusivo».

Nel comunicato i Cobas esprimono inoltre timori per l’impatto che una struttura di grandi dimensioni potrebbe avere sul territorio. «Tali insediamenti richiederebbero importanti risorse idriche, nuove infrastrutture e comporterebbero un aumento del traffico, con effetti che rischiano di compromettere l’equilibrio ambientale dell’area».

«Assistiamo a una rincorsa alle grandi costruzioni, come se il modello Vasto dovesse unirsi a quello di San Salvo. Questo non è sviluppo, è perdita di attrattività turistica». Cobas lanciano un appello rivolto alla cittadinanza. «Invitiamo la popolazione a mobilitarsi per scongiurare un danno irreparabile». La proposta avanzata dal sindacato è quella di proseguire lungo la strada del turismo sostenibile, completando la pista ciclopedonale e puntando sul cosiddetto turismo di prossimità. «No al resort, sì al completamento della pista ciclabile e allo sviluppo di un turismo compatibile con le caratteristiche del territorio», conclude il comunicato.

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