L’assemblea della Sasi tenutasi questa mattina si è conclusa con l’approvazione del rendiconto finanziario e di un documento da sottoporre all’Ersi, che a breve dovrà tracciare il percorso per la riforma del sistema idrico.
I sindaci presenti erano 64, in rappresentanza di 71; a illustrare i punti all’ordine del giorno il cda composto dal presidente Nicola Scaricaciottoli e dai consiglieri Consuelo Di Martino e Mario Paolini. Il documento contabile è passato senza nessun voto contrario e con tre astensioni (Vincenzo Muratelli sindaco di Altino, Massimo Tiberini di Casoli e Nico Frattura primo cittadino di Pennadomo).

La società ha chiuso il 2025 con un utile di 1.377.463 euro. «Il nostro impegno – ha detto Scaricaciottoli – ha una direzione precisa, ridurre la dispersione idrica e lo stiamo facendo con risultati concreti attraverso l’ingegnerizzazione delle reti. Attualmente le perdite sono al 48%, numero che ci fa ben sperare nel raggiungimento in tempi brevi di quel 38% che rappresenta l’obiettivo finale».
Passando all’altro punto, la riforma del servizio idrico «è destinata a produrre cambiamenti notevoli e sarà determinante formulare pareri chiari». Il documento elaborato è stato approvato con la sola astensione del sindaco di Lanciano Filippo Paolini «per aver già votato in consiglio comunale un documento simile, solo più dettagliato», ha detto il primo cittadino cercando di spiegare la sua scelta.

Nel documento che sarà sottoposto all’Ersi «sono tutti concordi nel voler scongiurare una gestione privata dell’acqua e tutti d’accordo sull’efficacia del doppio ambito che rappresenta maggiormente il territorio e consente una maggiore efficienza del servizio», ha spiegato il sindaco di Roccascalegna, Domenico Giangiordano (rappresentante in seno all’Ersi). Il progetto di aggregazione vede insieme Sasi, Aca e Saca. «Quarantuno sindaci avevano firmato il documento lo scorso aprile – ha aggiunto il primo cittadino di Treglio, Massimiliano Berghella – Ora i tempi si fanno ancora più stretti ed è importante unirci al di là di partiti, di sigle e campanilismi, per raggiungere un obiettivo comune per il bene dei nostri territori».

«L’assemblea – si legge nel documento – qualora si dovesse configurare una gestione su due ambiti, ritiene essenziale che la Sasi assuma il ruolo di capofila nella fase di costruzione del nuovo soggetto gestore che potrebbe comprendere Sasi, Saca e Aca. Tale ruolo dovrà essere esercitato a partire dalla redazione dello statuto, garantendo la massima efficacia gestionale e operativa, la salvaguardia delle competenze tecniche e del patrimonio infrastrutturale, la continuità delle relazioni territoriali che hanno caratterizzato la gestione della società negli anni».
Se, invece, le valutazioni tecniche dovessero andare nella direzione dell’ambito unico regionale, «tale opzione dovrà essere attentamente considerata con riguardo alla possibilità dell’istituzione di un sub ambito operativo, fermo restando l’obiettivo imprescindibile di assicurare adeguata rappresentanza dei territori, equilibrio nella programmazione degli interventi, tutela delle diverse realtà abruzzesi con particolare attenzione alle aree interne e ai territori maggiormente interessati da criticità infrastrutturali»
Il prossimo appuntamento con Ersi è fissato tra pochi giorni, il 24 giugno.







