Infortuni sul lavoro e malattie professionali in aumento, ma incidenti mortali in diminuzione nei primi quattro mesi dell’anno. A rilevarlo sono i dati dell’Inail – riferiti all’Abruzzo – aggiornati al mese di aprile 2026.

La nota lieta è il calo delle denunce di infortunio mortale, passate dalle otto vittime del periodo gennaio-aprile 2025, alle tre dello stesso intervallo di tempo del 2026.
Il campanello d’allarme è l’aumento complessivo degli infortuni e delle malattie professionali. Le denunce di infortunio sono passate da 3.776 nel primo quadrimestre del 2025 a 3.940, un incremento del 4,3%; le malattie professionali, sempre nello stesso periodo di riferimento, sono salite da 3.091 a 3.326 denunce, registrando una crescita del 7,6%.

Particolarmente significativo in Abruzzo, sottolineano i dati Inail, è l’incremento degli infortuni in itinere, cioè quelli occorsi durante il tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro; nella nostra regione si registrano sensibili aumenti. Questi sono passati da 455 (da gennaio ad aprile 2025) a 561 casi (+23%) nello stesso quadrimestre del 2026.
Analizzando le singole mensilità, inoltre, l’Abruzzo figura tra le quattro regioni italiane col maggior incremento: a gennaio, ad esempio, tale cifra è stata del +37,5%.
«Più controlli e ispezioni»
Il quadro regionale impone quindi una riflessione, invito che arriva anche dai vertici della Uil Abruzzo Michele Lombardo e Valerio Camplone che dicono: «Se aumentano gli infortuni e le malattie professionali significa che persistono criticità organizzative, preventive e formative che non possono essere sottovalutate».

I due sindacalisti sottolineano, inoltre, la differenziazione dei settori più colpiti: «Accanto ai livelli ancora elevati delle costruzioni e della manifattura, crescono le denunce nella sanità e assistenza sociale, nel trasporto e magazzinaggio, nel commercio e in diversi comparti del terziario. Ciò dimostra come la sicurezza sul lavoro non può più essere affrontata come una questione confinata a pochi settori produttivi. Anche sul fronte delle malattie professionali emerge una tendenza che merita attenzione. Continuano ad aumentare le patologie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, che rappresentano la quota più rilevante delle denunce, segnale evidente dell’impatto che organizzazione del lavoro, movimentazione dei carichi, posture e ritmi produttivi elevati continuano ad avere sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici».
Per la Uil Abruzzo è quindi necessario rafforzare le attività di vigilanza e controllo, aumentare la presenza degli organismi ispettivi e investire con maggiore decisione nella prevenzione. «La diminuzione delle morti sul lavoro – concludono Lombardo e Camplone –è un segnale incoraggiante che nessuno intende sottovalutare. Ma proprio perché ogni vita salvata conta, oggi abbiamo il dovere di guardare anche agli altri indicatori. Gli aumenti registrati negli infortuni e nelle malattie professionali ci dicono che la sfida della sicurezza in Abruzzo è tutt’altro che vinta e che servono azioni più incisive, coordinate e strutturali».







