Discriminazioni e violenze di genere, il centrosinistra: «Subito la legge regionale»

Una legge regionale contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. È la proposta presentata dal Patto per l’Abruzzo e illustrata oggi in conferenza stampa dai consiglieri regionali di opposizione.

Erika Alessandrini (M5S)

Il testo, dal titolo Norme per il diritto all’autodeterminazione, contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, vede come prima firmataria la consigliera del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini ed è stato sottoscritto da tutti i consiglieri regionali del centrosinistra. La proposta punta a introdurre strumenti concreti per prevenire e contrastare discriminazioni e violenze, attraverso attività di formazione e sensibilizzazione, servizi di sostegno alle vittime, sportelli dedicati e i cosiddetti rifugi arcobaleno. Prevista anche l’istituzione di un Osservatorio regionale con il compito di monitorare il fenomeno e promuovere iniziative nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nello sport, nella cultura e nei servizi socio-sanitari.

«La norma nasce dall’ascolto delle associazioni, dei professionisti, degli operatori sociali e delle persone che ogni giorno si confrontano con discriminazioni, pregiudizi e violenze», spiegano i promotori. «Colma un vuoto normativo non più accettabile e assegna alla Regione un ruolo attivo nella prevenzione delle discriminazioni e nel sostegno alle vittime». Secondo i consiglieri del Patto per l’Abruzzo, il fenomeno è tutt’altro che marginale. «L’Abruzzo registra uno dei più alti rapporti tra episodi di violenza e discriminazione ai danni delle persone LGBTQIA+ e popolazione residente. Solo nell’ultimo anno la stampa ha riportato quattordici episodi tra aggressioni e discriminazioni, senza considerare il sommerso di chi non denuncia per paura o isolamento».

Per l’opposizione si tratta di una legge «equilibrata, concreta e coerente con i principi costituzionali di uguaglianza e pari dignità sociale», costruita insieme alle associazioni del territorio. Il centrosinistra lamenta però il mancato avvio dell’iter consiliare. «La proposta è depositata da mesi in Consiglio regionale ma non è stata ancora calendarizzata. All’inizio del mese del Pride vogliamo ribadire la necessità di avviare la discussione e arrivare al più presto all’approvazione. I diritti non possono restare bloccati in un cassetto».

«Quando qualcuno viene discriminato per ciò che è, per come vive la propria identità o per chi ama, non è soltanto un diritto individuale a essere colpito, ma è l’intera comunità a diventare più fragile», concludono i consiglieri del Patto per l’Abruzzo. «Ora chi governa la Regione scelga di affrontare questi temi e faccia compiere all’Abruzzo un passo avanti nella direzione giusta».

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