«Puntiamo a 200 posti in piazza Artese». Riqualificazione centro, «Si scelga un unico progettista»

È stata approvata – nel consiglio comunale della scorsa settimana – la variante allo strumento urbanistico vigente per la realizzazione del parcheggio di piazza Artese a San Salvo. Il progetto, da 1,9 milioni di euro, è quello che prevede la demolizione della scuola di via De Vito, tassello della più ampia rivisitazione del centro cittadino.

Particolare attenzione c’è sul numero di posti auto disponibili in futuro, aspetto sul quale si è concentrato l’intervento del consigliere Giancarlo Lippis. L’assessora ai Lavori pubblici Elisa Marinelli, rispondendo, ha spiegato che il primo progetto prevedeva 160 parcheggi e che «stiamo lavorando per aumentare questo numero il più possibile, fino a 190-200 posti. Attendiamo il progetto definitivo per il numero esatto».

Piazza Artese e la scuola da abbattere

Tale numero può cambiare in base ad alcune variabili che a oggi non sembrano quindi note: la presenza di un edificio destinato alle tradizioni e al sociale (la palestra della scuola destinata all’abbattimento, ad esempio, ospita la preparazione di sagnitelle e taralli nel periodo della festa di San Vitale) e degli alberi sul sacrificio dei quali la stessa Marinelli si è detta pronta a riflettere [LEGGI].
Il punto è passato con 9 voti favorevoli, 4 astenuti (Lippis, Nicola Argirò, Alfonso Di Toro e Marika Bolognese) e 1 contrario (Michela Torricella); tre gli assenti durante la seduta.

I dubbi di Argirò, Di Toro e Lippis

I consiglieri Argirò, Di Toro e Lippis, quindi, considerata la rilevanza dell’opera fanno alcune riflessioni: «Vogliamo sottolineare come il tutto sia avvenuto senza una chiara e trasparente condivisione con i cittadini, con gli operatori commerciali della zona e, infine, senza interpellare le associazioni di categoria. I nodi principali della discussione in merito al progetto, mai fatto visionare, riguardano i parcheggi e la costruzione, in piazza Artese, di un nuovo immobile, dall’amministrazione definito Edificio delle Tradizioni, che sarà destinato ad attività socio-culturali».

Di Toro e Lippis

«Durante il precedente consiglio comunale del 1° aprile, dinanzi ad alcuni chiarimenti richiesti dai commercianti, dall’associazione di categoria Confesercenti e dai gruppi di minoranza, l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessora ai Lavori pubblici Elisa Marinelli, ha aperto a delle modifiche rispetto al piano originario. Infatti, l’amministrazione si è detta disposta a fare un “sacrificio”, consistente nella rinuncia alla costruzione dell’edificio delle Tradizioni, così da sfruttare tutto lo spazio liberato dalla demolizione della scuola per creare il maggior numero possibile di parcheggi a raso».

«In merito alla gestione pratica dell’opera, sono emersi alcuni aspetti fondamentali su cui abbiamo espresso le nostre perplessità e avanzato alcune proposte concrete, tra cui la realizzazione di un maggior numero di posti auto grazie a un parcheggio sotterraneo. Inoltre, abbiamo proposto una visione complessiva che permetta di affrontare quest’opera includendo l’intero centro storico, anziché operare a lotti come vorrebbe fare l’amministrazione. Ciò al fine di ottenere una linearità di progettazione e un conseguente risparmio sui costi complessivi. A tal proposito, l’assessora, a microfono spento, ha confermato che il progetto per questo specifico lotto viene redatto direttamente dall’ufficio tecnico comunale. Accogliamo positivamente questa scelta, poiché permette un importante risparmio economico per le casse pubbliche. L’auspicio, tuttavia, è che l’iter proceda senza intoppi e che non ci si trovi di fronte a sorprese o imprevisti futuri in fase di progettazione esecutiva.»

Nichi Argirò

Il nostro dubbio principale nasce guardando i numeri del Piano triennale delle opere pubbliche, poiché prevedono l’accensione di due mutui da 2 milioni di euro ciascuno, che, sommati a un contributo ministeriale già ricevuto di 2,5 milioni di euro, portano l’investimento complessivo a ben 6,5 milioni di euro per l’intera riqualificazione. Di fronte a uno stanziamento così importante, riteniamo che frammentare gli interventi sia rischioso. La nostra proposta cardine è quella di affidare la progettazione di tutta questa porzione di area a un unico progettista, l’architetto Davide Longhi colui cha ha redatto il progetto già presentato alla città nel 2022. Riteniamo, infatti, che questo professionista sia la persona più qualificata, vista la sua grande conoscenza del centro storico della nostra città, nonché le sue visioni e competenze architettoniche. Per concludere, chiediamo a gran voce che vi sia una maggiore trasparenza e una maggiore condivisione delle scelte strategiche, elementi indispensabili per garantire una linearità progettuale ed evitare che il centro storico diventi un insieme di interventi slegati tra loro».

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