Quattordici sindaci del Medio e Alto Vastese chiedono la riapertura, anche parziale e regolamentata, della Fondovalle Treste. A firmare la lettera inviata alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Chieti, alla Prefettura e alla Protezione civile sono i primi cittadini di Furci, Liscia, Lentella, Fresagrandinaria, Roccaspinalveti, Fraine, Cupello, San Buono, Gissi, Guilmi, Palmoli, Torrebruna, Castiglione Messer Marino e Carunchio, che denunciano i pesanti disagi provocati dalla chiusura della Sp 184 dopo l’ondata di maltempo di inizio aprile e sollecitano «determinazioni immediate» per restituire la viabilità al territorio.

Nel documento i sindaci parlano di una situazione «ormai non più tollerabile» per cittadini, lavoratori, studenti e mezzi di soccorso costretti da settimane a percorrere strade alternative «lunghe, tortuose, disagevoli e in diversi tratti oggettivamente inadeguate». La richiesta rivolta al Dipartimento Infrastrutture della Regione e agli altri enti coinvolti è quella di valutare con urgenza la possibilità di una riapertura al traffico, anche temporanea e con limitazioni, della Fondovalle Treste, chiusa per i lavori di messa in sicurezza dopo il cedimento che ha interessato il tratto stradale. Secondo i sindaci, «buona parte della carreggiata risulta ormai ricostruita e appare potenzialmente idonea a consentire forme di transito regolamentato, controllato e limitato», compatibilmente con le condizioni di sicurezza del cantiere e della circolazione.

Nel documento si evidenzia inoltre che la parete rocciosa interessata dall’intervento «è stata interessata da lavori di disgaggio e da opere di mitigazione del rischio» e che sono in corso anche opere di riprofilatura dell’alveo del fiume Treste. Da qui la richiesta di «una verifica tecnica aggiornata dello stato dei luoghi» per accertare se esistano le condizioni per consentire il transito almeno in forma regolamentata. Tra le ipotesi avanzate figurano senso unico alternato, fasce orarie dedicate, limitazioni di velocità, transiti contingentati, regolamentazione differenziata per categorie di veicoli e l’eventuale interdizione ai mezzi pesanti. I Comuni chiedono inoltre che venga garantita la priorità ai mezzi di soccorso, agli scuolabus e ai servizi pubblici essenziali.

I sindaci sottolineano che «la richiesta dei Comuni firmatari non è quella di riaprire la strada senza condizioni», ma di ottenere «una decisione tecnica motivata, chiara e formalizzata» che indichi «se e a quali condizioni sia possibile consentire il transito regolamentato». Nel documento viene richiamato anche il più ampio problema del dissesto idrogeologico che interessa il territorio, con riferimenti alle criticità lungo i fiumi Treste, Trigno e Sinello. I firmatari denunciano «una evidente criticità di sistema», sostenendo che spesso gli enti locali si trovino in difficoltà nell’intervenire tempestivamente per la complessità delle procedure autorizzative.
«Il tempo delle valutazioni meramente interlocutorie deve ritenersi concluso», scrivono infine i sindaci, chiedendo una risposta «coordinata, tempestiva e concreta» per evitare che le comunità dell’entroterra continuino a subire i disagi legati alla chiusura della Sp 184.







