La città continua a espandersi, nascono nuovi quartieri e complessi residenziali, ma il chilometraggio del trasporto pubblico urbano è fermo da tre decenni. Anzi, quello fissato nel 1998 è stato addirittura tagliato del 10 per cento.

Il tema è finito al centro del dibattito politico con la risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Vasto, presentata da Fratelli d’Italia e condivisa, con l’approvazione di un testo unitario, da tutte le forze politiche. Il documento punta all’istituzione di una linea urbana di collegamento tra la stazione ferroviaria Porto di Vasto e l’ospedale San Pio da Pietrelcina, per facilitare gli spostamenti dei medici che raggiungono la città in treno e devono poi arrivare al presidio di via San Camillo de Lellis.
Emerge che il monte chilometrico finanziato dalla Regione Abruzzo per il Comune di Vasto era stato fissato nel 1998 dalla delibera del Consiglio regionale numero 110 in 619mila chilometri annui. Poi la legge regionale 1 del 2011 l’ha ridotta del 10 per cento per tutti i comuni abruzzesi, portando Vasto agli attuali 557mila chilometri annui.
Da allora, nonostante le richieste di adeguamento alle necessità del territorio, non sono stati adottati aggiornamenti. Per disporre un incremento – sempreché ci siano volontà politica e stanziamento di fondi – servirebbe un nuovo atto del Consiglio regionale. Nel frattempo, Vasto è cresciuta: 6mila residenti in più e nuove aree residenziali che necessitano di collegamenti capillari.
Il servizio di trasporto pubblico locale è regolato dal contratto sottoscritto tra Regione Abruzzo, Comune di Vasto e la società affidataria. La Regione partecipa alla copertura finanziaria, mentre il Comune, in qualità di ente affidante, ha il compito di organizzare il servizio, verificarne l’efficacia e, se necessario, promuovere modifiche all’esercizio.
Intanto continuano le segnalazioni dei cittadini sulle criticità del servizio festivo: una sola linea urbana, caratterizzata da un tragitto lungo che, inevitabilmente, dilata i tempi di percorrenza. In caso di corsa persa, gli utenti devono attendere non meno di 55 minuti quella successiva. Un’altra ragione per chiedere un aumento del numero complessivo di chilometri.







