Dopo lo strappo, si cerca il filo per ricucire. Primi segnali di ritorno al dialogo, almeno nelle intenzioni, tra il sindaco di Vasto, Francesco Menna, e i dissidenti che due giorni fa hanno abbandonato polemicamente il Consiglio comunale.

Tra questi, Nicola Di Stefano, consigliere comunale: «Abbiamo riparlato col sindaco, ci dovremmo incontrare a breve», conferma l’esponente della lista civica Avanti Vasto. «Due cose voglio chiarire subito: non cerchiamo posti in giunta e le elezioni provinciali non c’entrano, se non per il metodo di scelta del candidato al Consiglio provinciale». Una precisazione arrivata dopo che Menna ha evocato possibili questioni legate agli assetti di giunta, ai rapporti di forza interni, alle future candidature e, appunto, alle provinciali del mese scorso, quando il centrosinistra vastese si è presentato spaccato sostenendo due candidati distinti: Di Stefano e Alessandro La Verghetta, poi eletto in consiglio provinciale.
Il rappresentante di Avanti Vasto conferma che la gestione delle scelte è il cuore del problema che ha indotto lui e gli altri quattro consiglieri a lasciare l’Aula Vennitti: Giuseppe Forte, Luigi Marcello, Maria Pia Smargiassi e Maria Molino. Anche perché quella competizione, dentro la coalizione, è stata letta come una misurazione dei pesi e contrappesi interni. «Io sono soddisfatto perché ho confermato il voto dei sei consiglieri comunali che mi hanno sostenuto», rivendica Di Stefano. Non pochi nella valutazione complessiva degli equilibri politici locali, considerando che alle provinciali votano soltanto sindaci e consiglieri comunali.
Sul tavolo, assicura, non ci sono richieste di rimpasto da parte dei socialisti: «Cambi in giunta non ci interessano, anche perché il mandato ormai sta per finire». Ma la sensazione è che il confronto aperto dentro la maggioranza riguardi molto più dell’ultimo Consiglio comunale. Dietro le richieste di condivisione e collegialità si intravedono infatti gli obiettivi del dopo-Menna e la gestione politica dell’ultimo anno di mandato. Anche sul futuro candidato sindaco «sicuramente – mette in chiaro Di Stefano – chiediamo un coinvolgimento e non l’imposizione di un nome. Discutere, anche litigare se necessario, ma comunque coinvolgere tutti. Ultimamente questo metodo è mancato. Nii primi tre anni di mandato, si sono svolti due volte a settimana incontri di maggioranza, anche con momenti di crisi, discussioni, ma comunque ci si confrontava. Poi questa prassi ha cominciato a scricchiolare».
Intanto, Di Stefano non alza i toni della discussione: «Da parte nostra c’è l’intenzione di ricucire, se c’è da ricucire. Ma è fondamentale trovare un metodo condiviso per andare avanti fino al 2027».






