Due giorni dopo l’ammutinamento in Consiglio comunale, i rapporti tra il sindaco e i dissidenti restano fermi, per ora, sul tasto pausa. Ma il rischio, leggendo tra le righe delle parole del sindaco di Vasto, Francesco Menna, è che le questioni da chiarire aumentino. E che possano coinvolgere una cerchia più ampia di rappresentanti politici del centrosinistra. Nodi da sciogliere per provare a far scendere dall’Aventino i cinque consiglieri che hanno abbandonato l’aula chiedendo meno decisioni solitarie e più condivisione: Giuseppe Forte, Luigi Marcello, Maria Pia Smargiassi, Maria Molino e Nicola Di Stefano.

«Avremo modo di capire quali sono i temi che propongono. Li incontrerò nei prossimi giorni per comprendere se si tratti di temi programmatici, di peso politico, di assetto della giunta, oppure legati alle elezioni provinciali», dice Menna a Chiaro Quotidiano.
Il riferimento alle elezioni provinciali non è casuale: proprio il mese scorso il centrosinistra vastese non è riuscito a trovare una sintesi su un’unica candidatura, presentandosi diviso e sostenendo due nomi distinti. Un precedente che oggi torna a pesare sugli equilibri interni.
«Non so se la questione riguardi future candidature o se venga posta perché sono cambiati i rapporti di forza nella coalizione», ipotizza il sindaco, che non esclude quindi una portata più ampia dello strappo consumato in aula. «Ho chiesto loro un incontro. Mi faranno sapere tra sabato, domenica e lunedì».
Lo scenario che si staglia all’orizzonte dell’ultimo anno di mandato ha i contorni di una maggioranza in cui emergono segnali di insofferenza crescente. Metodi decisionali, rapporti di forza, composizione della giunta, passate e future elezioni: il primo cittadino snocciola quattro ipotetiche questioni che potrebbero interessare, se fossero confermate, anche altri membri di consiglio e giunta. Non solo coloro che, in questa vicenda, ci hanno messo la faccia.







