La nuova povertà, il 2026 sulla scia del 2025: a Vasto già richiesti altri sussidi

Tante famiglie vastesi alle prese con le ristrettezze economiche anche in questo inizio di 2026: dalle bollette sempre più salate ai costi crescenti dei beni di consumo, fino alle spese impreviste che finiscono per mandare in crisi bilanci familiari già fragili. Nei primi mesi dell’anno il Comune di Vasto ha già autorizzato 19 contributi economici straordinari destinati a nuclei familiari e persone in dfficoltà, per un importo complessivo di 6.750 euro. È quanto emerge dalla determina dirigenziale del settore Servizi alla persona firmata dal dirigente Stefano Monteferrante.

Si tratta delle prime richieste accolte quest’anno dall’amministrazione comunale, tutte relative a sussidi straordinari una tantum, cioè contributi erogati per far fronte a situazioni urgenti ed eccezionali. Gli importi concessi oscillano tra 250 e 900 euro, a seconda delle condizioni economiche e delle necessità dimostrate dai richiedenti.

I primi mesi del 2026 confermamo quanto emerso nell’approfondimento pubblicato due giorni fa da Chiaro Quotidiano sui dati dei contributi economici erogati dal Comune di Vasto nei de anni precedenti. Dal report, ottenuto tramite un accesso agli atti, è emersa la tendenza dei nuclei familiari a non chiedere più aiuti ordinari e continuativi, ma somme da erogare in un nica tranche per affrontare emergenze concrete, spesso legate a utenze domestiche, affitti, rate arretrate o spese non preventivate che non possono essere rinviate.

Nella determina viene, infatti, ribadita la distinzione prevista dal regolamento comunale tra sussidi ordinari, destinati al sostegno delle normali esigenze quotidiane, e contributi straordinari, previsti invece per eventi urgenti ed eccezionali. Ed è proprio questa seconda forma di welfare a prevalere.

Già nei dati relativi al 2024 e al 2025 risultavano infatti azzerate le richieste di sussidi ordinari, che prevedono importi molto bassi — da 20 a 80 euro mensili a seconda del punteggio assegnato — mentre erano aumentate le domande di contributi straordinari. Nel 2025 sono state 154 le richieste accolte, contro le 178 dell’anno precedente, per una spesa complessiva di 58mila euro annui. L’altro motivo è l’incompatibilità del contributo ordinario con le altre msure nazionali di sostegno al reddito, come assegno di inclusione e supporto formazione lavoro.

I prezzi alle stelle rendono sempre più difficile, spesso impossibile, per tanti cittadini mettere da parte risparmi per costruire un margine di sicurezza economica.

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