Una bolletta salata, una spesa imprevista, ma il reddito è basso e non basta a sostenerle. Allora, quando i soldi finiscono, si cerca sostegno delle istituzioni. A Vasto le difficoltà economiche delle famiglie si manifestano soprattutto nei pagamenti che non si possono rinviare: guasti improvvisi in casa come la rottura della caldaia o di elettrodomestici essenziali, spese mediche non previste o ancora costi legati a visite e farmaci. A queste si aggiungono difficoltà legate alla mobilità, come la riparazione dell’auto, oppure affitti arretrati.

I dati forniti dal Comune di Vasto a Chiaro Quotidiano, relativi al 2024 e al 2025, mostrano questa tendenza. In entrambi gli anni sono stati erogati complessivamente 58mila euro di contributi straordinari: 178 i beneficiari nel 2024, scesi a 154 nel 2025, con importi compresi tra 100 e mille euro.
Invece zero richieste di sussidi ordinari, cioè quei contributi mensili pensati per garantire un sostegno continuativo alle famiglie in difficoltà. Una misura che, almeno negli ultimi due anni, risulta inutilizzata, probabilmente perché prevede importi contenuti: da circa 20 euro al mese nei casi con punteggio più basso fino a un massimo di 80 euro mensili.
Il dirigente del settore Affari sociali, Stefano Monteferrante, il motivo è la sovrapposizione con gli strumenti nazionali di contrasto alla povertà: «Alla luce dei nuovi interventi governativi, come il reddito di inclusione e il reddito di cittadinanza, oggi sostituiti da assegno di inclusione e sostegno formazione lavoro, il sussidio ordinario comunale spesso non risulta compatibile». La norma, infatti, esclude chi già beneficia di altri contributi statali, regionali o comunali.
Con spese indispensabili sempre in aumento, dalle bollette ai prezzi dei beni di consumo, per molte famiglie non si tratta più né di risparmiare né di programmare le spese: il bilancio è una gestione continua dell’urgenza, fatta di buchi da coprire man mano che si aprono.







