Lesioni e infiltrazioni: approvato il progetto da 620mila euro per “curare” la chiesa del Carmine

La giunta comunale di Vasto ha approvato il progetto esecutivo per gli “Interventi di sicurezza sismica della chiesa Maria SS. del Carmine”. La chiesa è ritenuta una delle «emergenze architettoniche più significative del centro storico vastese» e, due anni fa, il Comune ha ottenuto un finanziamento di 620mila euro dal Pnrr per la sua messa in sicurezza.

Il progetto esecutivo riguarda le opere di consolidamento locale e manutenzione straordinaria della copertura della chiesa per rimuovere le cause dell’attuale degrado e procedere al ripristino delle condizioni di sicurezza strutturale e conservativa. Nell’elaborato tecnico vengono evidenziati numerosi casi di dissesto e degrado dovuti sia a instabilità che a infiltrazioni di acqua.

L’intervento si articolerà in tre fasi. Nella prima saranno messi in sicurezza gli arredi e altri beni mobili di pregio: questi saranno imballati e spostati per permettere i lavori strutturali.
Nella seconda fase si cercherà di intervenire solo sulle porzioni interessate da fenomeni di dissesto e degrado. In particolare, si procederà al ripristino delle lesioni murarie – con tecniche compatibili con la muratura storica – e alla sostituzione selettiva degli elementi lignei della copertura compromessi dalle infiltrazioni. Saranno inoltre eliminate le cause di instabilità.

La terza fase riguarderà gli interventi architettonici e conservativi con il risanamento delle superfici interne ed esterne, l’eliminazione del degrado e il ripristino delle finiture compatibili con i caratteri storico-artistici dell’edificio. «L’obiettivo – si legge nel documento – è quello di restituire piena leggibilità all’impianto architettonico e agli apparati decorativi, senza introdurre elementi incongrui o soluzioni tecnicamente invasive».

Le infiltrazioni che hanno interessato la cupola

Tra i numerosi interventi previsti per eliminare le vistose infiltrazioni che hanno riguardato anche la cupola, c’è la sostituzione dei coppi e del tavolato ligneo sottostante ormai danneggiato.
Particolare attenzione sarà dedicata alla scalinata sotto la quale si raccolgono le acque meteoriche che contribuiscono all’umidità. La scalinata, interessata anche da fenomeni di dissesto, sarà oggetto di uno smontaggio controllato e di interventi per evitare il contatto diretto tra terreno umido e struttura muraria; sarà inoltre predisposto un sistema di smaltimento delle acque meteoriche.

Per preservare uno dei luoghi simbolo del centro storico vastese sarà necessario continuare a monitorare attentamente la struttura dalle antichissime origini (le prime testimonianze risalgono al 1362, ma l’assetto originario risale agli anni 1758-1761). Per questo, dopo la conclusione dei lavori, sarà necessaria l’attivazione di un piano di monitoraggio e manutenzione programmata, «indispensabile per assicurare nel tempo l’efficacia delle opere realizzate – si legge nella conclusione del documento tecnico – La conservazione di un edificio storico non costituisce infatti un’azione puntuale, bensì un processo continuo che richiede controllo, manutenzione e aggiornamento costante delle conoscenze».

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