Comune, il sondaggio: «Episodi di mobbing e poca meritocrazia». Ma solo 46 su 177 rispondono

Incentivi ritenuti poco meritocratici, carichi di lavoro giudicati eccessivi, scarso coinvolgimento nelle decisioni e un clima interno in cui non mancano pettegolezzi, pressioni psicologiche e, in alcuni casi, episodi riconducibili a presunto mobbing. È il quadro che emerge dal questionario sul clima organizzativo del Comune di Vasto, promosso dal Comitato unico di garanzia e obbligatorio in base alla riforma Brunetta.

Uno stralcio dei risultati del questionario

Un’indagine che, tuttavia, va letta alla luce della bassa partecipazione: hanno risposto solo 46 dipendenti su 177, pari al 25,99%, un dato che, come si legge nella relazione finale, «non può ritenersi rappresentativo in modo soddisfacente».

«Il clima organizzativo è l’insieme di percezioni, credenze e sentimenti che i dipendenti sviluppano verso l’organizzazione» si legge nel documento. Un clima che «nasce dall’esperienza quotidiana» e consente di cogliere «segnali di disagio o di miglioramento», misurando la distanza tra aspettative e realtà lavorativa.

Tra le principali criticità, nei processi organizzativi emerge la prevalenza del lavoro individuale su quello collettivo (69%) e la scarsa chiarezza nella comunicazione dei cambiamenti. Allo stesso tempo, molti dipendenti segnalano una discreta facilità nell’ottenere informazioni operative su attività e procedure.

Il 52% giudica eccessivi i carichi di lavoro, mentre il 59% evidenzia pettegolezzi tra il personale. La metà di chi ha risposto riferisce comportamenti percepiti come ingiusti e una quota rilevante lamenta scarso coinvolgimento nelle decisioni e trattamenti non equi da parte dei superiori.

Particolarmente critico il giudizio sulla gestione e valorizzazione del personale: prevalgono le risposte negative su equità e trasparenza dei criteri di valutazione e sulle opportunità di crescita. Il 65% ritiene che gli incentivi economici non siano distribuiti in base agli obiettivi raggiunti e l’80% complessivo sostiene che «l’amministrazione non premi le persone capaci e che si impegnano»: nel dettaglio, il 41% risponde «per nulla» e il 39% «poco».

Dati da non sottovalutare emergono sul fronte del benessere lavorativo: il 23% dei 46 dipendenti che hanno risposto dichiara di aver subito comportamenti fastidiosi a sfondo sessuale, il 57% pressioni psicologiche e il 69% episodi di mobbing.

Più positivi i giudizi sulla conciliazione tra lavoro e vita privata. Nel complesso, il 61% afferma di stare bene nel proprio ambiente di lavoro, ma il 46% dichiara che, potendo scegliere, lavorerebbe altrove.

Un quadro complesso che, pur con i limiti di un campione limitato a solo un quarto dei dipendenti, restituisce segnali di disagio accanto ad alcuni elementi di moderata soddisfazione.

I dati completi:

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