Ponte Sente torna nell’agenda politica: il 29 videocall con Ciciliano per la riapertura parziale

Chiuso da quasi otto anni, il ponte Sente torna nell’agenda politica. È stata fissata per mercoledì 29 aprile, alle ore 14, una videocall convocata dal capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, per avviare un confronto tecnico finalizzato a una riapertura, anche parziale e contingentata, della struttura.

La protesta del 2019 per chiedere la riapertura del ponte Sente

All’incontro parteciperanno Anas, la Provincia di Isernia e il Dipartimento della Protezione civile della Regione Abruzzo. L’obiettivo è predisporre un sopralluogo congiunto per verificare le condizioni del ponte e valutarne la riattivazione.

L’iniziativa nasce su sollecitazione del capo dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli, dopo i sopralluoghi nei territori colpiti dal maltempo dei giorni scorsi. In particolare, le criticità nella viabilità hanno riguardato i comuni di Castiglione Messer Marino, Schiavi di Abruzzo e Fraine, i cui sindaci avevano chiesto di valutare la riapertura del ponte, interrotto da anni.

«Grazie all’impegno di Maurizio Scelli, capo della Protezione civile di Regione Abruzzo, che sinora non è mai mancato in particolare nell’ultima emergenza maltempo nel Vastese, ci siamo attivati per rivalutare la situazione statica del ponte Sente che collega Castiglione Messer Marino ad Agnone. Senza il prezioso apporto di Scelli non ci sarebbe stata nemmeno la possibilità di riconsiderare la situazione che in questi anni ha diviso le comunità d’Abruzzo e Molise», dichiarano gli assessori regionali Tiziana Magnacca e Umberto D’Annuntiis.

«Sarà un incontro operativo per un’analisi tecnica più specifica, con competenti tecnici e professionisti specializzati che comporterà un successivo sopralluogo per una verifica tecnica del ponte. Confronto finalizzato a trovare una soluzione che, seppur temporanea, possa consentire il ripristino parziale di questa importante struttura viaria che di fatto ha separato Abruzzo e Molise e che ha limitato i residenti dei due territori regionali di confine da servizi essenziali», aggiunge Magnacca, che ricorda inoltre «come per l’emergenza maltempo il governo nazionale abbia già stanziato i primi 15 milioni, oltre alle risorse messe a disposizione dalla Regione Abruzzo per la provincia di Chieti».

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