Provincia: a un mese dall’elezione con il centrodestra, Di Diego annuncia l’appoggio a Menna

Il consigliere provinciale di Lanciano Enzo Di Diego passa dalla minoranza (La Provincia che vogliamo) alla maggioranza (Insieme per la Provincia di Chieti) e annuncia l’appoggio al presidente Francesco Menna dal quale riceve cinque deleghe (per lo più ristrette all’area di appartenenza). La decisione era nell’aria – Di Diego non aveva neanche firmato il primo comunicato del centrodestra nei confronti di Menna e del centrosinistra – e stamattina è arrivata l’ufficialità con una conferenza stampa.

Menna ha conferito a Di Diego le deleghe a edilizia scolastica di Lanciano, manutenzione viabilità Distretto 3 (Basso Sangro), patrimonio immobiliare dell’area di appartenenza, urbanistica e pianificazione territoriale, Cal (Consiglio delle autonomie locali).

Menna e Di Diego

«Da consigliere comunale ho sempre lottato per il bene del territorio; con queste deleghe mi sento onorato di rappresentare la città di Lanciano e di lavorare insieme agli altri colleghi amministratori per portare le istanze della città e del territorio sulla tavolo provinciale – ha spiegato Di Diego – Il presidente Menna è il presidente di tutti, un presidente che è stato eletto con 12mila preferenze in più rispetto alla sua lista, quindi un presidente che è stato votato anche nei partiti di centrodestra, perché 12mila voti sono tanti. Egli ci ha permesso di avere uno spazio politico all’interno della Provincia e noi cercheremo di lavorare con serietà e con correttezza per il bene di questa città. Ringrazio veramente di cuore il presidente e tutti i colleghi consiglieri che hanno accettato di buon grado questa sua proposta».

«Sono contento che Di Diego abbia avuto il desiderio di assumere delle deleghe importanti quali l’edilizia scolastica, la viabilità di un distretto gigantesco, il patrimonio immobiliare del territorio, l’urbanistica e il Comitato delle autonomie locali. Con lui arriva un aiuto ulteriore da un territorio che esprime industria, commercio, turismo, aziende, uno dei siti industriali più importanti dell’Abruzzo e un patrimonio immobiliare significativo. La sua scelta ci consente di poter dire che questa città deve continuare a svolgere un ruolo centrale nel territorio. Quindi, possiamo dire che oggi si celebra un abbraccio tra il civismo e la Provincia che aiuterà indubbiamente questa città. Voi sapete tutti che protestare e criticare è la cosa più facile del mondo. Indossare i panni della responsabilità del voler fare, dare un contributo politico, volersi sporcare le mani è sicuramente più difficile. Enzo ha avuto il coraggio e la voglia di assumersi queste responsabilità in un momento di crisi dei partiti in cui purtroppo cresce l’astensione. Le materie che curerà Enzo sono importanti, così come sono importanti le dotazioni finanziarie cui fanno riferimento e riguardano i fondi Fsc e gli accordi quadro sulla viabilità del territorio di Lanciano, oltre all’edilizia scolastica con i Pnrr in corso. Sono convinto che con Enzo lavoreremo in perfetta sintonia”.

Parole di apprezzamento per l’evoluzione politica anche da parte del sindaco di Lanciano, Filippo Paolini: «Io vedo la Provincia come una struttura amministrativa dove per forza di cose la politica si è sempre fatta pochissimo, perché prevale l’interesse dei territori in primis. Abbiamo visto in questi giorni di frane e di grande difficoltà che i sindaci hanno messo le scarpe in mezzo al fango ma voglio anche ringraziare lo staff della Provincia che è stato notte e giorno con noi in collegamento per cercare di risolvere delle problematiche enormi, perché sono stati momenti davvero delicatissimi. Io ritengo che la scelta di Francesco sia una scelta oculata, in queste situazioni bisogna lavorare tutti insieme. Non si può pensare che si lavori per schieramenti, bisogna operare insieme al di là di quelli che possono essere i colori, per cui dico: benvenuto a Lanciano presidente, e venga più spesso».

Con il passaggio ufficializzato stamattina, quindi, non c’è più pareggio tra i consiglieri: quelli che sostengono Menna sono 7 (al quale si aggiunge lo stesso presidente), la minoranza scende a 5.

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