Chiusura dell’asilo nido Stella Maris, 14 mamme protestano

Il divieto di uso di acqua potabile a Vasto Marina, in vigore ormai da una settimana, continua a casare disagi a catena. Ieri l’ordinanza di chiusura dell’asilo nido Stella Maris.

Vasto Marina: l’asilo nido Stella Maris

Sono 14 le mamme che hanno scritto a Chiaro Quotidiano. Definiscono «improvvisa» la decisione di chiudere la scuola di viale Dalmazia ed esprimono perplessità. «La struttura avrebbe terminato sia le riserve di acqua in bottiglia sia quelle contenute nella cisterna interna», scrivono nella nota.

Le mamme domandano «se l’acqua della cisterna fosse stata considerata idonea all’uso durante l’emergenza» e se la cooperativa di gestione della struttura abbia ricevuto «indicazioni formali o autorizzazioni specifiche per il suo utilizzo». Chiedono «per quali finalità è stata utilizzata quell’acqua nei giorni precedenti alla chiusura» e se l’eventale utilizzo possa «aver comportato un rischio per bambini e personale». Interrogativi posti con lo scopo di «fare piena luce sulla gestione delle risorse idriche durante i giorni di emergenza e sull’eventuale esistenza di direttive ufficiali».

Le madri lamentano l’impatto organizzativo della chiusura, «arrivata in modo repentino, ha lasciato numerose famiglie senza soluzioni immediate», ritenendo invece che la situazione «avrebbe richiesto una pianificazione più tempestiva, considerando che la criticità era nota già dal 10 aprile». Affermano che «resta difficile comprendere come le riserve – inclusa la cisterna – si siano esaurite in pochi giorni senza l’attivazione di misure alternative».

Le famiglie sottolineano, inoltre, come «non risultino interventi straordinari come l’impiego di autobotti né a supporto della struttura né per i residenti di Vasto Marina, così come non emergono tentativi di rimodulare il servizio per garantirne una continuità, anche parziale».

Chiedono tempi certi sulla riapertura e «sulle misure che verranno adottate per assicurare la ripresa in condizioni di sicurezza e trasparenza, elementi imprescindibili quando si tratta di servizi destinati alla prima infanzia».

Il divieto di utilizzo dell’acqua potabile è scattato il 10 aprile dopo che i controlli effettuati da Arta Abruzzo e Sian della Asl hanno rilevato la presenza, oltre i limiti di legge, di 1,2,3-tricloropropano in un serbatoio della zona industriale di San Salvo che alimenta parte della rete idrica. Rimane in vigore alle marine di Vasto, San Salvo e Montenero di Bisaccia e nella zona industriale di San Salvo.

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