Liste d’attesa, il paziente passa alle vie legali: «Nessuna risposta dalla Asl e i miei sintomi peggiorano»

La diffida non ha ottenuto risposta. Nel frattempo, le condizioni di salute, si fanno più precarie.Donato Cappello, il pensionato vastese di 69 anni, invalido per causa di servizio ed ex militare della guardia di finanza, da settimane attende una visita urologica urgente prescritta con codice di priorità B, da garantire entro dieci giorni. Dopo aver formalmente diffidato la Asl Lanciano-Vasto-Chieti per il mancato rispetto dei tempi previsti dalla normativa, Cappello denuncia di non aver ricevuto alcun riscontro concreto dall’azienda sanitaria, mentre i sintomi che avevano portato alla prescrizione della visita specialistica si starebbero aggravando.

Vasto: l’ospedale San Pio da Pietreelcina

«Ad oggi la situazione clinica sta peggiorando e i sintomi si fanno più acuti», afferma Cappello. «La sanità non può continuare a ignorare il dolore dei pazienti. Vivere in questo stato di incertezza, con la salute che decade giorno dopo giorno, è un’ingiustizia che logora l’anima e il corpo». La vicenda era iniziata alla fine di aprile, quando all’uomo era stata prescritta una prima visita urologica urgente. Al momento della prenotazione, però, il primo appuntamento disponibile all’ospedale San Pio di Vasto era stato fissato per il 9 luglio, oltre due mesi dopo e ben oltre i termini previsti per la classe di priorità assegnata.

Successivamente la Asl aveva prospettato come alternativa una visita a Lanciano, soluzione che Cappello aveva ritenuto impraticabile a causa delle proprie condizioni di salute e delle difficoltà negli spostamenti. Da qui la richiesta di attivazione della procedura di attività libero-professionale intramuraria (Alpi), prevista dal decreto legislativo 124 del 1998 nei casi in cui il servizio sanitario non riesca a garantire le prestazioni entro i tempi stabiliti. Il 21 maggio l’Urp della Asl aveva comunicato la presa in carico della pratica e la trasmissione agli uffici competenti. Da allora, però, secondo quanto riferito dal cittadino, non sarebbe arrivata alcuna convocazione. Il 27 maggio Cappello ha inviato una formale diffida ad adempiere e costituzione in mora alla direzione generale della Asl e, per conoscenza, al dfensore civico regionale dell’Abruzzo, Umberto Di Primio, intimando all’azienda sanitaria di comunicare entro due giorni lavorativi la data della visita da effettuare a Vasto.

Ora la vicenda potrebbe approdare nelle sedi giudiziarie. Cappello annuncia infatti iniziative «in sede civile e penale» per accertare eventuali responsabilità legate al ritardo nell’erogazione della prestazione sanitaria e alla presunta lesione del diritto alla salute, oltre a un ulteriore coinvolgimento del Difensore civico regionale.

Nei giorni scorsi sul caso era intervenuto anche il consigliere regionale Vincenzo Menna, che aveva espresso solidarietà al cittadino definendo «inaccettabile» che le inefficienze del sistema sanitario ricadano sulle persone più fragili e aveva chiesto agli organi sanitari di risolvere il problema.

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