«Monito ed esempio per le nuove generazioni»: la cittadinanza onoraria di San Salvo per Di Croce e Strever

Il consiglio comunale di San Salvo, riunito in seduta straordinaria, ha deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria al Commendatore Gennaro Strever e al Dottor Mario Di Croce. «Un riconoscimento – spiega il Comune – che rappresenta non solo un onore istituzionale, ma anche un gesto di profonda gratitudine della città verso due personalità che, con il loro impegno, hanno contribuito in modo significativo alla crescita e al prestigio del territorio».

Strever è stato insignito della cittadinanza onoraria per il suo «costante impegno nel mondo imprenditoriale e associativo, per la capacità di promuovere iniziative a sostegno dello sviluppo economico locale, regionale e nazionale e per il forte legame dimostrato nei confronti della comunità sansalvese. La sua lunga carriera si è distinta per dedizione, visione strategica e spirito di servizio, elementi che hanno avuto un impatto concreto sulla valorizzazione del tessuto produttivo del territorio».

Di Croce, si legge nella nota dell’ente, «rappresenta un riconoscimento al suo lungo percorso professionale nel settore farmaceutico, svolto con competenza, disponibilità e profondo senso del dovere. Titolare della Farmacia Di Croce, punto di riferimento per generazioni di cittadini, il dottore ha saputo unire professionalità e sensibilità, diventando una figura apprezzata non solo per l’attività sanitaria ma anche per il costante impegno verso il benessere della comunità».

«Personalità diverse, nate da percorsi e storie differenti, ma accomunate da un valore grande e indiscutibile: l’abnegazione, la perseveranza, il sacrificio, il lavoro e la solidarietà – ha detto la sindaca Emanuela De Nicolis in un’aula gremita – Sono questi i principi che ci hanno guidato nella scelta di conferire dieci Medaglie d’Onore, un riconoscimento che non premia solo il valore individuale, ma anche i meriti speciali che ciascuno dei destinatari ha dimostrato nel proprio cammino. Le loro vicende, presentate e condivise in consiglio, hanno toccato profondamente tutti noi, portando l’assemblea a esprimersi all’unanimità per l’assegnazione di questo importante attestato. È un riconoscimento che vuole essere sinonimo di gratitudine, un abbraccio collettivo da parte della comunità verso quanto è stato compiuto e verso ciò che continueranno a svolgere, spesso in modo gratuito e silenzioso».

«Le loro storie rappresentano un monito e un esempio per le nuove generazioni, affinché possano conoscerle, approfondirle e trarne ispirazione per costruire un futuro fondato sugli stessi valori luminosi. Sono l’esempio di due uomini che hanno dedicato la loro vita al lavoro, costruendo molto non soltanto per le proprie famiglie, ma per l’intera comunità. Una comunità è davvero tale quando sa riconoscere il valore dei singoli e si percepisce come un insieme di persone interdipendenti, legate da responsabilità condivise».

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