Acqua, nel Vastese i due mesi più neri: frane, contaminazione, guasti e rubinetti a secco

Dal maltempo alle frane, passando per condotte spazzate via dai fiumi in piena e reti idriche sempre più fragili. Tra aprile e maggio il Vastese sta vivendo una delle peggiori emergenze idriche degli ultimi anni, tra interi paesi rimasti senz’acqua, turnazioni, autobotti e continui interventi di riparazione su infrastrutture ormai al limite. Una crisi che ha coinvolto costa ed entroterra, mettendo in evidenza tutta la vulnerabilità del sistema idrico del territorio.

Lentella: il Trigno in località Pietra Fracida

L’emergenza è esplosa nei primi giorni di aprile, quando l’ondata di maltempo che ha colpito l’Abruzzo ha provocato frane e smottamenti in più punti del Vastese. A Roccaspinalveti una frana ha distrutto l’adduttrice principale dell’Acquedotto Sinello, mentre la piena del Trigno ha devastato anche la condotta del Consorzio di bonifica Sud tra San Giovanni Lipioni e Fresagrandinaria: circa 60 metri di tubatura trascinati via dall’acqua, con pesanti ripercussioni sull’approvvigionamento idrico della costa e dell’entroterra.

Per giorni i tecnici della Sasi e del Consorzio hanno lavorato tra fango, smottamenti e continue nuove rotture. In diversi comuni sono entrate in funzione le autobotti per garantire almeno i servizi essenziali, mentre sindaci e amministratori invitavano i cittadini a limitare i consumi.

Quando sembrava intravedersi una soluzione, nuove frane e nuovi cedimenti hanno complicato ulteriormente la situazione, facendo slittare più volte il ritorno alla normalità. Solo dopo circa dieci giorni l’emergenza principale è progressivamente rientrata, anche se con pesanti turnazioni e continue riduzioni della portata.

In quelle stesse settimane è esploso anche il caso della contaminazione da 1,2,3-tricloropropano nell’acqua captata nel Trigno, nella zona di Pietra Fracida a Lentella. Una vicenda che ha provocato allarme soprattutto nei comuni della costa serviti da quella rete idrica e che ha portato a divieti temporanei di utilizzo dell’acqua, poi revocati dopo il progressivo rientro dei valori entro i limiti consentiti.

Ma l’emergenza non si è mai realmente conclusa. Anche nelle ultime ore nuove rotture hanno interessato le condotte principali del Vastese. L’ennesimo cedimento si è verificato a Roccaspinalveti, dove la Sasi è stata costretta a sospendere la normale fornitura idrica fino a questa mattina in 14 comuni: Atessa (località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo.

Parallelamente, un’altra rottura ha interessato la condotta del Consorzio di bonifica tra Tufillo e Montemitro, quella che alimenta il litorale. «Si ripara una falla e se ne apre un’altra», è ormai il commento amaro che accompagna ogni nuovo intervento sulle reti idriche del territorio.

Nel frattempo resta alta la preoccupazione degli amministratori locali e dei residenti, esasperati da continui guasti, chiusure notturne e interruzioni improvvise dell’erogazione. Una situazione che continua a mettere in evidenza la fragilità di infrastrutture vecchie e insufficienti, trasformando ogni ondata di maltempo in una nuova emergenza.

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