Dopo aver perso al Tar e al Consiglio di Stato, l’amministrazione comunale prova ancora togliere le giostrine da piazza Rodi. Stavolta non lo fa con una delibera di Giunta, bocciata dalla giustizia amministrativa, ma con una delibera del Consiglio comunale. È il settimo e ultimo punto all’ordine del giorno, ma anche quello che suscita più polemiche e due ore e mezza di discussioni.
Un confronto tra amministrazione Menna e opposizione che inizia subito in salita con le due pregiudiziali presentate da Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo (Fratelli d’Italia) sulla carenza di urgenza della seduta di Consiglio e sul mancato esame preliminare del provvedimento in commissione Assetto del territorio. Giangiacomo annuncia «querela di falso sul verbale» e chiede che venga riconvocata commissione per sapere dove l’amministrazione voglia spostarle» con «attestazione che l’area individuata sia idonea». Pregiudiziali, che dopo un’interruzione per far riunire la conferenza dei capigruppo sulla questione, vengono respinte con 12 voti contrari e 7 favorevoli.

Paola Cianci, assessora al Demanio, nella sua relazione afferma che «lo spazio pubblico di piazza Rodi è stato saturato per lungo tempo da occupazioni di suolo per somministrazioni di bevande, cui si sono aggiunte le occupazioni relative ai giochi per bambini e queste hanno ridotto gli spazi di mobilità». L’amministrazione di centrosinistra «ha deciso di destinare quell’area all’occupazione esclusiva con tavoli e sedie perché zona frequentata da tanti giovani e turisti». «Ci assumiamo l’impegno a individuare un’area alternativa, proprio per tutelare i lavoratori e le attività». «Il motivo – aggiunge – per cui abbiamo agito in questa direzione non è dettato da un interesse particolare, ma da un interesse generale».

Suriani parla di «una città con un problema sicurezza, spaventosi buchi di bilancio, strade a pezzi», invece «ci si ricorda di rifare le strade ogni cinque anni, quando si vota, oppure quando passa il Giro d’Italia», invece «per voi l’unica emergenza sono le giostrine di piazza Rodi.
«Ciò che mi fa specie è che questo Consiglio è stato convocato non per discutere questioni serie, ma in qualche modo per sostenere un giochino della stessa amministrazione comunale», attacca Alessandra Cappa (Per Vasto). «Piuttosto che a piazza Rodi, cara Paola Cianci, in fatto di bellezza pensi a piazza Rossetti o ad altre piazze».

Il segretario comunale, Aldo D’Ambrosio, spiega che «l’urgenza è dovuta per evitare un provvedimento del presidente del Tar inaudita altera pars».
Francesco Prospero ironizza: «Non ci si riunisce in fretta per affrontare la questione del cimitero, dove seppelliti sotto gli alberi, con le croci di legno, non ci si riunisce in fretta per la sicurezza», ma «ci si riunisce con urgenza per stabilire dove andare ad allocare le giostrine di Vasto Marina».

Menna contrattacca: «Il centrodestra ci ha lasciato occupazioni perenni, che andavano oltre i 120 giorni che la Soprintendenza ha posto come limite, ma venivano coperte con un telo grigio e lasciate lì perennemente», ma anche «la questione di Canale, quindi questa è la visione di bellezza di città che abbiamo ereditato dal centrodestra: occupazioni dappertutto». Poi conclude: «State ragionando di provvedimento vendicativo perché una persona si è candidata col centrodestra. Non è così, è un falso».
«Le dichiarazioni del sindaco smentiscono la delibera presentata, che vieta anche l’occupazione temporanea della piazza», ribatte Giangiacomo.
Al termine del lungo dibattito, il voto: 12 favorevoli e 7 contrari, approvate le linee di indirizzo per la gestione degli spazi pubblici in piazza Rodi. Intanto la vicenda legale non è ancora conclusa: il 26 maggio la decisione di merito del giudici di Palazzo Spada.







