FdI: «Negato l’accesso agli atti del concorso, ricorriamo alla giustizia amministrativa»

Il Comune di Vasto nega l’accesso agli atti del concorso per tre posti da messo notificatore e l’opposizione annuncia che ricorrerà alla giustizia amministrativa. «Un fatto gravissimo e senza precedenti», secondo Vincenzo Suriani, Francesco Prospero e Guido Giangiacomo, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia.

Giangiacomo e Suriani

«I consiglieri comunali – affermano i tre esponenti del partito di Giorgia Meloni – hanno il diritto/dovere di visionare nell’immediato tutte le carte interne del Comune, come lo sono anche i documenti che riguardano questo concorso. Questo diritto, specifico dei consiglieri, è disciplinato palesemente dal Tuel, dall’articolo 35 del regolamento comunale, ed anche da recenti sentenze del Tar (si veda Tar Lombardia sentenza 1890/2021). La scelta del dirigente Toma, che non è presidente della Commissione, di secretare i verbali fino alla fine del concorso stesso, la riteniamo di una gravità inaudita. È la prima volta che questo accade, anche in un Comune come il nostro, che certo non “brilla” per la trasparenza».

«A che titolo viene secretato un verbale? Quali dati “sensibili” contiene? Quali sono i nomi dei partecipanti che non si vogliono rendere noti alle minoranze? Ci sono, tra i candidati, politici, o loro congiunti? Ci sono, tra i candidati, membri dello staff del sindaco? E se la commissione non è presieduta da Toma, come fa lui a decidere sui verbali da secretare? Con che diritto lo fa? È previsto dalla norma?».

«La legge fornisce agli eletti del popolo, come sono i consiglieri, il diritto/dovere di controllare l’azione dell’amministrazione, accedendo anche alle carte interne e persino alle minute dei verbali. Porteremo il caso di questa procedura, che, dopo gli oltre 100 mila del concorso dei vigili urbani, è già costata 6.000 euro prima di cominciare, e che è stato affidato a un presidente esterno già consulente della attuale amministrazione, nelle sedi opportune. La trasparenza deve essere un valore per tutti, motivo per cui invitiamo il sindaco, dopo questa forzatura che nega un diritto ai consiglieri comunali, a chiarire questa triste vicenda che amareggia tutte le persone che aspirano a lavorare nel nostro Comune, confidando solo nella trasparenza delle procedure concorsuali. In difetto – avvertono Suriani, Prospero e Giangiacomo – saremo costretti ad adire la giustizia amministrava e, magari, a far conseguire l’ennesima condanna alle spese processuali ai danni delle languenti casse comunali che sono, da tempo, sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti».

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