Industria, la Regione incontra il Giappone a San Salvo. Marsilio e Magnacca: «Asse rafforzato»

«Una giornata cruciale per il tessuto industriale abruzzese e per i rapporti strategici con il Giappone». Così il presidente della Regione, Marco Marsilio, e l’assessora al Lavoro e alle Attività produttive, Tiziana Magnacca commentano il convegno tenutosi oggi a San Salvo, nella nuova struttura inaugurata domenica.

A incontrarsi il mondo istituzionale, associativo – Regione, Comuni, associazioni di categoria – e produttivo con le aziende giapponesi in Abruzzo protagoniste: Delta Toray, Denso, Honda Italia, Nippon Sanso Italia, Nsg Group e Toppan Irplast, L’appuntamento – dal titolo Investire, Radicarsi, Crescere – Le imprese giapponesi in Abruzzo – è stato moderato dalla direttrice di Confimi Abruzzo, Alessandra Relmi.

Nel suo intervento, il presidente ha ripercorso la genesi della sinergia strategica con il Paese nipponico: «Insieme all’ambasciatore d’Italia a Tokyo abbiamo coltivato e continuiamo a coltivare rapporti molto intensi. Durante le visite di Stato in Giappone della nostra presidente del consiglio, ci siamo preoccupati personalmente di fornire, attraverso i suoi consiglieri diplomatici, i dossier necessari per portare all’attenzione delle case madri gli investimenti, le necessità e le eventuali crisi aziendali da risolvere. Quell’occasione ha messo insieme le principali multinazionali dell’automotive e oggi questa partnership si estende ad altre realtà emergenti. Era la prima volta che colossi come Honda, Nsg e Denso parlavano insieme in Giappone dell’Abruzzo e dell’Italia insieme alle loro case madri; pur lavorando a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro e svolgendo spesso il ruolo di fornitori reciproci, mancava una regia. Questa casualità doveva essere coltivata e arricchita da una progettualità e da una visione strategica».

Lo stesso Marsilio, poi, ha ricordato il ristoro riconosciuto alla Pilkington durante la pandemia, «quando il governo nazionale dell’epoca non aveva previsto alcun ristoro per gli impianti ad altissimo costo energetico costretti al fermo. È stata la Regione a farsi carico dei 4,5 milioni di euro necessari per mantenere in vita l’altoforno di Pilkington e non farlo chiudere. Una cosa è certa: se lo avessimo fatto chiudere allora, la fine sarebbe stata definitiva. Invece, averlo difeso con lungimiranza ha permesso oggi di avviare una maxi riconversione tecnologica dello storico forno float di San Salvo con un investimento di oltre 80 milioni di euro, interamente privato e sostenuto dal gruppo Nsg, che garantirà continuità industriale e occupazionale per i prossimi vent’anni».

Durante il convegno, si sono succeduti gli interventi, tra gli altri, della sindaca di San Salvo, Emanuela De Nicolis, della sottosegretaria Mimit Fausta Bergamotto e, con un videomessaggio, del ministro Adolfo Urso.

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