Cinque Comuni non vogliono entrare nel Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. I 19 sindaci di città e paesi che rientrano nell’ipotesi di perimetro sono stati convocati il 16 settembre a Roma dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per un confronto tecnico e politico sul futuro dell’area protetta.

Prima dell’appuntamento romano, la Provincia di Chieti ha organizzato per lunedì 14 settembre un incontro online con gli amministratori, con l’obiettivo di coordinare le diverse posizioni e arrivare al ministero con una linea il più possibile condivisa sullo sviluppo sostenibile del territorio. Il nodo principale riguarda la perimetrazione del Parco e, in particolare, la destinazione a zona 2 delle aree agricole coltivate. Vigneti, oliveti e frutteti rischiano, secondo gli amministratori, di essere interessati da limitazioni e ulteriori adempimenti burocratici. Quello di lunedì sarà il terzo confronto dalla fine di agosto. Dalle precedenti riunioni è emersa, da parte della maggioranza, la volontà di arrivare a una posizione comune, pur salvaguardando le specificità dei singoli territori.
Nel frattempo, gli operatori del settore si sono confrontati a Foccacesia in un incontro organizzato dalla Cia. Il consigliere provinciale delegato all’Agricoltura, Angelo Radica, ha proposto di mantenere il raccordo costruito finora tra i sindaci e successivamente allargato alla Regione e alle associazioni di rappresentanza degli agricoltori. «I sindaci che si sono espressi in queste occasioni di confronto chiedono in gran parte modifiche alla perimetrazione e soprattutto alla destinazione di zona 2 delle aree agricole coltivate a vigneti, uliveti e frutteti», dichiara Radica. «Solo 5 dei 19 sindaci hanno deliberato e inviato al Ministero la netta contrarietà dell’inserimento del proprio territorio all’interno del Parco anche chiedendo una legge che lo cancelli definitivamente. In questo ultimo caso la palla passa alla politica nazionale». Mercoledì il confronto attorno a un tavolo del dicastero di via Cristoforo Colombo, dove si discuterà di perimetro, tutela del territorio e attività agricole per cercare un punto d’incontro.







